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Oncologia

Gioventù bruciata: più del 50% degli studenti fumano 7 sigarette al giorno

pubblicato il 29-05-2014
aggiornato il 12-10-2017

Il dato medio è stato rilevato in un'indagine promossa da Fondazione Veronesi in Lombardia e Piemonte

Gioventù bruciata: più del 50% degli studenti fumano 7 sigarette al giorno

L’età di insorgenza resta precoce: attorno ai 14 anni, in linea con quelli che sono i dati raccolti da Doxa per l’Istituto Superiore di Sanità. Ma rispetto alle ultime rilevazioni nazionali, a cambiare è la percentuale complessiva di fumatori in età adolescenziale: ovvero entro i 19 anni. Sarebbero tra il 32,7% e il 34,4% - rifacendosi al campione di quasi 1400 ragazzi intervistati in maniera anonima, tra aprile e maggio, da Astra Ricerche per conto di Fondazione Veronesi - i giovani che, a Milano e in Piemonte, fumano con una certa regolarità. Nel capoluogo lombardo l’indagine è stata compiuta direttamente nelle classi, mentre a Torino i poco meno di mille questionari sono stati compilati dai ragazzi che hanno visitato la mostra No Smoking Be Happy.

LE RISPOSTE AI DUBBI DEGLI STUDENTI SUL FUMO DI SIGARETTA

FUMO ED ETA'

Il dato conferma come, sempre più spesso, il primo approccio con la sigaretta avvenga durante gli anni della scuola superiore. La diffusione del fumo è fortemente legata all’età. Se è vero che attorno ai 13-14 anni la sigaretta è in mano al 14% degli studenti piemontesi intervistati, drammatica è la crescita negli anni successivi: 22% tra i quindicenni, 34% tra i sedicenni, 57% tra i maggiorenni. D’altra parte sono gli studenti stessi a dichiarare di vivere in un ambiente in cui la metà o più dei coetanei è fumatore (lo afferma il 64.7% del campione piemontese e ben l’80.6% di quello milanese). Sette le sigarette che gli intervistati hanno dichiarato di fumare in media ogni giorno.

DOPO ANNI DI FUMO E' COMUNQUE UTILE SMETTERE?

DATI ATTENDIBILI

Da Astra Ricerche precisano che «l’indagine non ha un carattere nazionale, ma riguarda due regioni che non dovrebbero rappresentare le zone in cui si registrano i picchi più alti per la diffusione del fumo di sigaretta». Tradotto: non è da escludere che in altre aree del Paese, considerato che al Sud si fuma di più e in alcuni casi i tassi di abbandono della scuola risultano più alti, le percentuali siano più alte. «Le rilevazioni confermano quanto asserito, a livello europeo, nello studio Espad - afferma Alessandro Coppo, psicologo del centro di riferimento per l’epidemiologia e la prevenzione oncologica dell’azienda ospedaliera Città della Salute di Torino -. I giovani sovrastimano il numero dei fumatori e, per un fenomeno di emulazione, si avvicinano per la prima volta alle sigarette». Dall’indagine si deduce come le ragazze siano più precoci e fumino con maggiore intensità rispetto ai coetanei.

LA CAMPAGNA DI PREVENZIONE

Molti i luoghi comuni emersi nel corso della compilazione dei questionari. Il 17.6% dei giovani sosteneva che fumare 2-3 sigarette al giorno in una metropoli non ha effetti negativi sulla salute, mentre il 42.1% non ha saputo esprimersi in merito alle limitazioni delle prestazioni sessuali e della fertilità nei fumatori. Quasi uno studente su quattro, infine, era convinto che l’assunzione di vitamine potesse annullare la maggior parte degli effetti del fumo. «La battaglia è molto difficile: i giovani sono abituati ad associare il fumo di sigaretta a immagini di belli e dannati - fanno sapere dal Comitato Scientifico della Fondazione Veronesi -. Ma è soprattutto l’esempio che ricevono a casa a lasciare il segno: i figli di fumatori hanno più probabilità di diventare tali e di esserlo in modo intenso». La Fondazione è da tempo impegnata in campagne di comunicazione realizzate ad hoc per combattere il fumo di sigaretta. È per questo motivo che, nel weekend del No Tobacco Day e fino al 5 maggio, in piazza Cordusio a Milano compariranno dei pannelli informativi per sensibilizzare i più giovani alle problematiche correlate al fumo.

  

 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali.


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