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Oncologia
Donatella Barus

L'effetto dell'esercizio fisico intenso sui tumori della prostata

pubblicato il 22-10-2021

Negli uomini con un tumore della prostata a basso rischio, l'esercizio fisico intenso ha effetti positivi su cuore e polmoni, ma anche sui livelli di PSA

L'effetto dell'esercizio fisico intenso sui tumori della prostata

L’esercizio fisico intenso potrebbe aiutare gli uomini sotto sorveglianza per tumore della prostata non solo a migliorare la condizione cardiopolmonare, ma anche a controllare la progressione di malattia. Si tratta di un’ipotesi da confermare con dati più estesi e più accurati sul piano metodologico, ma è interessante. A presentarla un gruppo di ricercatori canadesi in un articolo apparso sul Journal of the American Medical Oncology, JAMA.

 

TUMORE DELLA PROSTATA, SORVEGLIANZA ATTIVA E SPORT

La ricerca è uno dei pochi lavori che ha indagato l’effetto di un programma di esercizio fisico su uomini con un tumore della prostata localizzato e sotto sorveglianza. Lo studio, chiamato Exercise During Active Surveillance for Prostate Cancer (ERASE), è stato condotto presso l’ospedale universitario di Alberta, in Canada, e ha coinvolto uomini adulti con una diagnosi di tumore prostatico localizzato e a rischio medio-basso. Questi pazienti erano tutti inclusi in programmi di sorveglianza attiva, che prevedono controlli periodici senza intervenire se il tumore resta poco pericoloso. Fra tutti i partecipanti, 52 persone sono state considerate per questo studio e suddivise a caso (è uno studio randomizzato) in due gruppi: uno che ha proseguito il normale programma di controlli e le usuali abitudini in termini di esercizio fisico, l’altro che ha aggiunto un allenamento HIIT (high-intensity interval training), che prevede sforzi ad alta intensità intervallati da brevi interruzioni, in tre sessioni settimanali per 12 settimane, utilizzando un tapis roulant e arrivando all’85-95 per cento del consumo di ossigeno.

 

EFFETTI POSITIVI ANCHE SUL PSA

Alla fine dello studio, nel gruppo super-allenato sono risultati migliorati la capacità aerobica, segno di benessere cardiorespiratorio, e sono risultati ridotti due importanti parametri biochimici del tumore prostatico, il PSA e la PSA velocity, potenziali indici del rischio di progressione della malattia. Nessuna differenza significativa, invece, per quanto riguarda i livelli di testosterone e il tempo di raddoppio del PSA.

 

COSA CI DICE QUESTO STUDIO

Diverse ricerche hanno dimostrato i benefici dell’esercizio fisico per i pazienti durante e dopo i trattamenti per un carcinoma della prostata (migliora la funzionalità cardiorespiratoria, le funzionalità dell’organismo, riduce la fatigue e migliora la qualità della vita). Poco si sa invece degli uomini che seguono programmi di sorveglianza attiva, o vigile attesa. Questa ricerca dimostra che il movimento intenso, anche in un periodo di tempo limitato, come i tre mesi considerati, migliora i parametri cardiorespiratori e quelli biochimici legati alla salute della prostata. Serviranno altri studi, e altre corse sui tapis roulant, per verificare se questi miglioramenti sono duraturi e si traducono in benefici a lungo termine per i pazienti con tumore prostatico.

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Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il Magazine della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (BUR Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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