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Oncologia

Perdere il peso in eccesso protegge dal tumore dell’endometrio in menopausa

pubblicato il 29-03-2017
aggiornato il 20-11-2017

Un vasto studio americano mostra gli effetti positivi della perdita di peso dopo la menopausa. Riducendo i chili di troppo si riduce anche il rischio di tumore dell’endometrio

Perdere il peso in eccesso protegge dal tumore dell’endometrio in menopausa

Contro l’insorgenza del tumore dell’endometrio in post menopausa, può fare la differenza perdere peso. Uno studio dell’Università dell’Indiana, negli stati Uniti, pubblicato sul Journal of Clinical Oncology, asserisce che ridurre volontariamente almeno del 5% il peso corporeo, in condizioni già di sovrappeso e obesità, protegge sensibilmente dal rischio di tumore dell’utero.

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IL TUMORE DELL’ENDOMETRIO 

In Europa, secondo le stime della Società Europea di Oncologia Medica, una o due donne su 100 svilupperanno un tumore dell’endometrio nell’arco della vita. Con un numero pari a circa 88 mila nuove diagnosi ogni anno, più probabili in donne di età superiore ai 50 anni, dunque in menopausa, o nel 25% dei casi in età appena pre-menopausale, e un rischio raddoppiato, rispetto alle donne normopeso, in condizione di sovrappeso, triplicato fra le donne francamente obese, fino a quattro volte superiore se al peso si unisce anche la presenza di diabete. Tuttavia un recente studio americano asserisce che le donne che in post-menopausa perdono volontariamente peso, calando almeno del cinque per cento rispetto al peso globale, nell’arco dei tre anni successivi alla sospensione del ciclo mestruale, possono ridurre il rischio di sviluppare un tumore dell’endometrio anche fino al 66 per cento con un beneficio protettivo perdurante negli 11 anni successivi.

 


LO STUDIO 

I ricercatori americani hanno selezionato con criterio casuale oltre trentaseimila donne di età compresa fra i 50 e i 79 anni, già aderenti allo studio osservazionale Health Initiative Study. Tutte sono state monitorate con misurazione del peso e dell’indice di massa corporea all’inizio dello studio e dopo tre anni, quando sono state interrogate anche con una specifica domanda, ovvero se avessero deciso volontariamente e intenzionalmente di diminuire di peso nel corso degli anni. Obiettivo della ricerca era infatti capire se e in quale misura il peso - mantenuto, perso o aumentato - potesse influenzare l’insorgenza di un tumore dell’endometrio nella menopausa o poco prima, il periodo più critico per lo sviluppo della malattia nella donna.

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I RISULTATI

La buona notizia c’è e non si associa solo al fatto che perdere peso o mantenerlo stabile favorisce la salute generale dell’organismo. Benefici evidenti si avrebbero proprio anche in funzione del tumore dell’endometrio. Infatti i ricercatori hanno osservato una sensibile variabilità nel rischio di sviluppare la malattia a seconda della variazione del peso avvenuta proprio entro i tre anni successivi all’interruzione del ciclo mestruale. In particolare le donne obese che avevano perso chili in eccesso, riducendo del cinque per cento il proprio peso, avevano un rischio  di sviluppare un tumore dell’endometrio ridotto del ventinove per cento con punte fino anche al sessantasei per cento, se la perdita del peso era avvenuta volontariamente (fattore che farebbe soprattutto la differenza). Contrariamente, l’accumulo di peso maturato dalle donne negli anni post-menopausa, aveva fatto lievitare il rischio di malattia tral'otto e il ventitre per centocon picchi del trenta per cento in donne che, oltre al cattivo rapporto con la bilancia, non avevano fatto uso di terapia ormonale sostitutiva per ridurre i sintomi menopausali.



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