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Oncologia

Tumori della testa e del collo: ecco come scoprirli in tempo

pubblicato il 05-10-2015

Nuovi dati europei confermano il peso del ritardo diagnostico. Undicimila le diagnosi ogni anno in Italia: tra le cause l’eccesso di fumo e alcol

Tumori della testa e del collo: ecco come scoprirli in tempo

Il segreto, come sempre nel caso delle malattie oncologiche, sta nel non farsi “aggredire” dalla malattia. Si è ancora lontani dalle percentuali di guarigione raggiunte per alcuni tumori (seno, prostata, testicolo, melanoma, linfoma di Hodgkin), ma anche per le neoplasie che colpiscono testa e collo la sopravvivenza risulta migliorata. C’è invece ancora strada da fare per arrivare a una diagnosi tempestiva, necessaria per non farsi “schiacciare” dalla malattia. 


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ATTENZIONE A FUMO E ALCOL

I tumori di testa e collo - nello specifico colpiscono labbra, lingua, interno della bocca, laringe, faringe e ghiandole salivari - diagnosticati ogni anno sono quasi undicimila e riguardano per lo più gli uomini. La causa rimanda quasi sempre al consumo di tabacco e all’abuso di sostanze alcoliche e, più in generale, a condizioni sociali disagiate. I nuovi dati raccolti in Europa dal progetto Eurocare dimostrano come - escluse le rilevanti differenze geografiche, con i Paesi dell’Est indietro rispetto al resto del continente - la possibilità di sopravvivenza vari a seconda dello stadio della malattia al momento della diagnosi: dal 69% per le persone con tumore “localizzato” (escludendo il rinofaringe) al 34% per quelle con malattia “localmente avanzata”. Risultati che ribadiscono l’importanza della prevenzione - non fumare né abusare con gli alcolici - e della diagnosi precoce, possibile soltanto in centri di eccellenza in grado di riconoscere e curare con le migliori terapie disponibili questi tumori.

 

MAGGIORE ATTENZIONE AI SINTOMI

I dati presentati nel corso dell’ultimo congresso nazionale dell’Associazione Italiana oncologica cervico-cefalica (Aiocc) evidenziano come più di quattro pazienti su dieci colpiti da tumore della testa e del collo inizino i trattamenti in ritardo: oltre un mese dopo la diagnosi. Ma non solo. Nel 50% dei casi la radioterapia post operatoria inizia otto settimane dopo l’intervento chirurgico e il riconoscimento del livello di progressione della malattia - necessario per individuare il percorso di cura più efficace - non è riportato all’interno delle cartelle cliniche.

«Essendo tumori a rapida progressione, è importante agire quanto prima», afferma Renzo Corvò, direttore dell’oncologia radioterapica dell’Irccs San Martino - IST di Genova. Al momento, però, la situazione in Italia è ben distante dall’optimum. I dati raccolti lungo la Penisola dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, in collaborazione con i Registri Tumori e il Ministero della Salute, riferiscono che un paziente su due si presenta alla diagnosi con una malattia avanzata (a volte già con metastasi): rendendo così più irta la strada verso la guarigione. Ciò accade perché il paziente non conosce i sintomi della malattia (bruciore e dolore in bocca con talvolta ulcere sanguinanti, abbassamento della voce, difficoltà nella deglutizione, emorragie nasali, ingrossamento dei linfonodi alla base del collo) o il medico di base (o il dentista) non la scopre in modo tempestivo.

 

QUALI LE CURE?

Contro questi tumori il primo approccio è quasi sempre chirurgico, oggi anche con approcci mininvasivi. Nel caso delle neoplasie del rinofaringe o della laringe (allo stadio iniziale) le cure possono partire anche dalla radioterapia, che comunque spesso viene utilizzata anche nella fase post-operatoria, se ci sono nuovi segnali di ripresa della malattia. Meno impiegata, invece, è la chemioterapia, se non negli stadi più avanzati della malattia. L’obiettivo, in questi casi, è la riduzione della massa tumorale prima dell’intervento o l’intervento sulle metastasi già formatesi. A supporto delle terapie, gli esperti delle principali società scientifiche italiane (Aiocc, Aiom, Airo) ed europee (Eortc), raccomandano di fare alcuni esercizi a casa (per evitare difficoltà nella deglutizione, senso di soffocamento, tosse), di curare l’igiene orale (soprattutto prima e durante la radioterapia), trattare il dolore (frequente è la comparsa di ulcere orali), nutrirsi in maniera adeguata e preservare la pelle (frequenti sono le dermatiti durante la radioterapia).

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


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