Vaccino HPV: Italia ancora lontana dalla copertura ottimale
Le coperture sono ancora lontane dagli obbiettivi fissati dal Ministero. Le differenze tra regioni pesano notevolmente. La situazione sulla vaccinazione HPV in Italia
La vaccinazione contro HPV stenta a decollare. Sia nei maschi sia nelle femmine è ancora lontano l'obbiettivo ottimale della copertura fissato Piano Nazionale Vaccinazioni. La pandemia nell'ultimo anno non ha aiutato ma anche considerando la copertura prima di Covid-19 l'obbiettivo non è stato affatto raggiunto. Non solo, permane una netta differenza tra Regioni italiane. Sono questi, in estrema sintesi, i messaggi che emergono dal documento annuale del Ministero della Salute sullo stato della vaccinazione HPV nel nostro Paese.
HPV E RISCHIO CANCRO
La maggior parte dei tumori che conosciamo originano da diverse cause che possono essere riassunte in due categorie: genetiche e comportamentali, ovvero legate agli stili di vita. Ma se fumo, scorretta alimentazione e sedentarietà sono fattori di rischio noti, per alcune neoplasie uno dei fattori in grado di aumentare le probabilità di sviluppare la malattia sono le infezioni virali e in particolare quelle da HPV (papilloma virus umano). Il 99% dei tumori della cervice uterina, ad esempio, è causato da questa infezione. Attenzione però alle facili interpretazioni: essere entrati in contatto con il virus non significa sviluppare per forza la malattia. Così come lo è per l'organo femminile, il bersaglio dei papillomavirus è anche il distretto testa-collo. Secondo gli ultimi dati disponibili l'infezione da HPV rappresenta la causa del 32-36% dei tumori dell'orofaringe. Infine l'infezione da HPV può portare allo sviluppo del tumore del pene e dell'ano.
RIDURRE IL RISCHIO TUMORE CON LA VACCINAZIONE
Di papillomavirus ne esistono circa 100 tipologie differenti. Alcuni sono responsabili di lesioni benigne come i condilomi, altri sono in grado di produrre lesioni potenzialmente in grado di generare i tumori sopra elencati. Proprio per il legame causa-effetto tra infezione e possibile sviluppo del tumore (la relazione è valsa il premio Nobel nel 2008 ad Harald Zur Hausen), negli anni sono stati sviluppati dei vaccini capaci di neutralizzare il virus riducendo notevolmente la possibilità di sviluppo del tumore. L’efficacia dipende da quanti ceppi virali copre il vaccino. Prima dell'arrivo sul mercato di Gardasil (un vaccino capace di difenderci da 9 ceppi virali differenti), l’efficacia nella prevenzione del tumore si attestava intorno al 70-75%. Con la copertura dei 9 ceppi è invece emersa un'efficacia del 90-95% dei casi rispetto ai non vaccinati. Questo significa che con una buona copertura vaccinale i tumori legati alle infezioni da HPV potrebbero diventare rarissimi.
CHI DEVE VACCINARSI?
Il Piano Nazionale di Prevenzione vaccinale ha inserito la vaccinazione anti-HPV nel calendario vaccinale per tutti gli adolescenti (di sesso femminile e maschile) a partire dal dodicesimo anno di età. Infatti visto che la trasmissione dell’infezione da HPV avviene per contatti principalmente sessuali, la vaccinazione della popolazione maschile dovrebbe aumentare la protezione di maschi e femmine anche per una ridotta circolazione dei virus. Ciò non significa che la vaccinazione non possa essere fatta oltre quell'età. Tutt'altro. L’infezione da papillomavirus è molto comune e nella maggioranza dei casi viene eliminata dal nostro sistema immunitario nell’arco di qualche mese o anno. Dagli studi è stato dimostrato però che anche le donne che hanno già avuto un'infezione da HPV, ma che l’hanno eliminata, possono comunque beneficiare del vaccino.