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Oncologia

Vino: non superare i 3 bicchieri al giorno

pubblicato il 11-02-2014
aggiornato il 26-01-2017

Troppo potrebbe influenzare l’insorgenza di svariati tumori, soprattutto dell’apparato digerente. Lo conferma uno studio italiano, quasi ventennale, condotto su 5.700 bevitori ed ex bevitori fra i 60 e gli 80 anni

Vino: non superare i 3 bicchieri al giorno

Tre bicchieri di vino di circa 12-13 gradi, consumati al giorno: è questa la soglia correlata ad un aumentato rischio, con valori maggiorati fino al 40%, per lo sviluppo di tumori dell’apparato digerente, in particolare del cavo orale, faringe, esofago, pancreas e laringe. I dati emergono da ‘Alcool e rischio di cancro nella popolazione anziana italiana’, un ampio studio promosso dall’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool (OPGA) e condotto dall’Istituto Farmacologico Mario Negri di Milano.

 

LO STUDIO

La ricerca è durata 18 anni, dal 1991 al 2009, ed ha considerato oltre 5700 persone di età compresa fra i 60 e gli 80 anni, alcune ancora amanti del vino ed altre ex bevitrici, diffuse in diverse zone dello stivale. Di queste ha considerato il quantitativo di bevanda alcolica ingerita (regolare, moderato o eccessivo), il momento dell’assunzione (durante o lontano dai pasti) e l’eventuale cessazione del consumo della bevanda.

«Il nostro scopo – spiega Carlo La Vecchia, capo del Dipartimento di Epidemiologia della struttura milanese – era arrivare a quantificare il rischio di insorgenza correlato a 13 patologie oncologiche fra le più diffuse, quali il tumore del cavo orale e della faringe, del nasofaringe e dell’esofago, dello stomaco e del colon-retto, della cistifellea, del pancreas, della laringe, del seno, dell’endometrio, dell’ovaio, della prostata e del rene, fra la popolazione bevitrice o ex tale, con età superiore ai 60 anni».

 

I RISULTATI

A fare la differenza è il quantitativo di bevanda assunto: se gli amanti di bacco contengono il piacere al massimo a 3 bicchieri al giorno (dunque si limitano ad un consumo lieve o moderato), parallelamente tutelano anche la loro salute contro la possibile insorgenza della maggior parte delle neoplasie correlate all’alcool. «Entro questi limiti – continua l’epidemiologo – non sono emerse particolari associazioni o influenze».

Ma le prospettive cambiano, specie per i tumori dell’apparato digerente (cavo orale e faringe), con quantitativi maggiori di vino. «Con 3 bicchieri – aggiunge ancora La Vecchia – si ha già un rischio aumentato del 20-30% che si eleva al 40% con qualche calice di troppo. A differenza di quanto può avvenire con il fumo, con la cessazione del consumo di vino non si riduce il rischio a breve termine». Dunque il ‘vizio’ va sempre contenuto entro i parametri raccomandati: 2 bicchieri al giorno per l’uomo e 1 per la donna.

 

IL FUTURO

Fra i casi considerati, lo studio ne includeva anche circa due mila fra tumori del colon-retto e del seno in età avanzata. «Per queste neoplasie, anche fra i bevitori di elevati quantitativi di vino – conclude La Vecchia – non abbiamo osservato particolari interferenze sullo sviluppo di malattia. Tuttavia approfondiremo in una ricerca successiva la relazione fra tumore del seno e alcol, verso il quale esiste un consolidato consenso internazionale su rischi effettivi già ad un consumo regolare a dosi moderate».


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