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Pediatria

Adolescenti: molti sono malati di stanchezza

pubblicato il 27-08-2013
aggiornato il 07-06-2017

Negli Stati Uniti la percentuale è stata calcolata di tre teen-agers su cento e che si sono dichiarati senza energia per almeno tre mesi. Da questo stato sono derivate difficoltà anche pesanti, a scuola, in famiglia, nella vita sociale. L'ipotesi della "sindrome da stanchezza cronica": ne parla il massimo esperto italiano

Adolescenti: molti sono malati di stanchezza

Sono stanchi, sempre stanchi e svogliati e se anche si mettono a letto non si sentono, poi, riposati. Accade, accadrebbe al 3% degli adolescenti, almeno quelli americani dato che tra 10 mila di loro è stata condotta questa ricerca, ma non c’è motivo di pensare le cose vadano molto diversamente da noi. Questi tre ragazzi su cento hanno dichiarato al gruppo guidato dalla dottoressa Kathleen Merikangas del National Institute of Mental Health di aver provato questa stanchezza inestinguibile per almeno tre mesi di fila e che nulla valeva a toglierla. Più della metà ha pure dichiarato di avere, in conseguenza, avuto difficoltà a scuola, in famiglia o nelle relazioni sociali. Nonostante questi problemi, solo il 14% di loro aveva ricevuto una qualche terapia. Più cure mediche sono andate a quella metà di sempre stanchi che soffrivano pure d’ansia o di depressione. E questi, a loro volta, sono stati portati dal medico più di quanti soffrivano o soltanto di persistente stanchezza o soltanto di ansia/depressione.


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TRASCURATI

Viste le segnalazioni giunte dai giovani sempre stanchi ma senza comorbidità con un disturbo psichiatrico, i ricercatori hanno criticato il modo in cui erano stati trattati, in pratica trascurati, concludendo che «la continua stanchezza costituisce un’importante entità clinica in sé». Il professor Umberto Tirelli non si stupisce della stanchezza continua, visto che è il maggior esperto in Italia della sindrome da stanchezza cronica. Ma del numero di adolescenti che ha dichiarato di soffrirne sì. «Sono colpito, è una percentuale considerevole, più che significativa», dichiara. «Certo, quando dalle storie raccolte dai ricercatori Usa sono escluse altre malattie si deve pensare a casi di fatica cronica. Negli adolescenti si riscontra spesso dopo un fatto infettivo, frequenti in quell’età: influenza, infezione tonsillare».


PROBLEMI COGNITIVI

Aggiunge: «Sono d’accordo con le conclusioni dei ricercatori del National Institute. E’ un problema serio, ci sono ragazzi che devono abbandonare la scuola. Perché la stanchezza cronica induce anche problemi cognitivi, di memoria, di concentrazione. Per il resto, è come avere un’influenza cronica». Tirelli, c’è ancora chi non crede, tra gli studiosi, all’esistenza di una sindrome da stanchezza cronica? Il medico allarga le braccia: «Ormai, guardi ai centri specifici esistenti, coinvolgono anche il mondo universitario, dunque… Ci sono prove sostanziali di basi biologiche di questo disturbo, in particolare risulta coinvolto il sistema immunitario in stato di iper o dis-regolazione. E non la si confonda con la stanchezza che è, si può dire, fisiologica nei vecchi: no, questa sindrome colpisce adolescenti e giovani adulti, immobilizzandoli spesso per anni negli studi o nel lavoro. Raramente, ma si hanno casi pure tra i bambini. In Italia si stima che a soffrirne siano circa 300 mila persone».


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SINTOMI 

Tra i sintomi possibili  si va dai dolori alle articolazioni senza rigonfiamenti alla faringite, dalla cefalea diversa da quella del passato alla debolezza dopo un esercizio fisico che dura almeno 24 ore. Quali prove biologiche vengono elencati un’alterata funzionalità delle cellule dette natural killer, anomalie nella materia bianca del cervello, un più frequente stato di infezione attiva latente con diversi tipi di herpes virus ed enterovirus. «In particolare - si raccomanda Tirelli - non si confonda la stanchezza cronica con la depressione. Piuttosto, depressi possono diventarlo, questi malati di una grave patologia, tanto spesso incompresi».


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LA FATICA DOPO IL CANCRO 

Una curiosità personale: Tirelli è un oncologo, è primario all’Istituto Nazionale dei Tumori ad Aviano (Pordenone), come mai questa specializzazione in Cfs? «La stanchezza associata al cancro non è un problema raro. Diverse persone che hanno avuto linfomi, tumori al seno o altro, anche quando perfettamente guariti, possono soffrire di stanchezza cronica. La causa scatenante può stare nei trattamenti fatti o in una disregolazione immunitaria o in una caduta del morale. Ecco, è da qui che, come oncologo, ho cominciato a occuparmi di sindrome da stanchezza cronica. Dopo, l’ho scoperta anche in tanti che mai si erano ammalati di cancro».

 

Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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