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Pediatria

Covid-19: i consigli per tornare a scuola in sicurezza

pubblicato il 08-09-2020

In vista della riapertura delle scuole, le indicazioni dei medici di famiglia per ridurre il rischio di contagio tra i banchi. Un'«alleanza» per il benessere dei bambini

Covid-19: i consigli per tornare a scuola in sicurezza

Qualcuno, tra i più piccoli, è tornato alla routine già da lunedì. Ma il vero ritorno tra i banchi di scuola si consumerà lunedì prossimo, 14 settembre. In quella data gli studenti di tutte le età e di larga parte della Penisola - a eccezione di quelli del Friuli Venezia Giulia (16 settembre), della Sardegna (22), dell'Abruzzo, della Puglia, della Basilicata, della Calabria e della Campania (24) - entreranno per la prima volta a scuola, dopo oltre sei mesi. Sarà un momento tanto atteso quanto delicato, alla luce della pandemia di Covid-19 ancora in atto e della ripresa delle attività per quasi 10 milioni di italiani (tra ragazzi e lavoratori del mondo della scuola). 

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PER TORNARE A SCUOLA IN SICUREZZA

PREVEDIBILE UN AUMENTO DEI CONTAGI

Gli esperti sono pressoché concordi: la riapertura delle scuole determinerà quasi certamente un aumento dei contagi, tra gli studenti ma anche nel personale scolastico (a partire dai docenti). Una conseguenza inevitabile secondo gli esperti della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg), «visto che le numerose interazioni che si verificano dentro scuole e università possono moltiplicare i contagi e generare focolai in grado di coinvolgere anche chi è più avanti con l’età». Da qui l’importanza di «attenersi a una serie di misure essenziali» che sono in realtà le stesse raccomandate a tutti, con però una necessità in più: quella di porre maggiore attenzione al rispetto delle regole nelle scuole, «visto che i comportamenti dei più piccoli non sempre possono essere controllati facilmente».

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LE REGOLE ANTI-CONTAGIO

Il principale presupposto per evitare i contagi è quello di stare lontani dalle vie aeree l’uno dell’altro. Ragion per cui, laddove non si possano mantenere distanze sufficienti, la mascherina diventa lo strumento più utile per limitare questi contatti. La Simg invita ogni alunno a portare un dispositivo medico chirurgico - anche se in molte scuole si sta già facendo ricorso alla mascherina di stoffa, la cui efficacia viene comunque ribadita da numerose istituzioni e società scientifiche, anche internazionali - da utilizzare durante le lezioni (laddove necessario), i momenti ricreativi e durante gli spostamenti per i bagni. «Contrariamente a quanto spesso si è visto, la mascherina non deve essere toccata, tolta o abbassata - ricorda la Simg -. E deve essere sempre pulita e cambiata una volta al giorno». Molta attenzione, in ragione dei contatti inevitabili soprattutto tra i più piccoli, deve essere posta all’igiene delle mani. L’indicazione è a lavarle di frequente, a lungo (almeno 40 secondi) e con il sapone. In assenza di queste possibilità, si può correre ai ripari utilizzando un gel igienizzante prima e dopo la frequentazione di qualsiasi ambiente (in particolare quando si accede ai mezzi pubblici). «Gli alunni devono portare sempre con sé il gel soprattutto in aula e farne uso nelle occasioni in cui le attività prevedono eventuali contatti con oggetti in comune», raccomanda Cricelli. All’utilizzo delle mascherine e all’igiene delle mani, va aggiunto anche il distanziamento sociale. Secondo gli esperti, «è indispensabile mantenere uno o due metri di distanza tra personale e discenti, nonché tra gli stessi alunni e limitare al minimo le occasioni in cui questi possano comprometterla». Particolare attenzione, infine, deve essere posta alla disinfezione degli ambienti durante la giornata, degli oggetti comuni e delle scarpe.

IL RUOLO DEI GENITORI

Per fare in modo che il rientro a scuola faccia registrare meno intoppi possibili, fondamentale sarà anche il ruolo dei genitori. A loro sarà richiesto il controllo quotidiano della temperatura. Oltre, naturalmente, a un ruolo di «facilitatori» del rispetto delle regole sopra indicate. Genitori (e nonni) dovranno adeguarsi anche allo scaglionamento degli orari d'accesso nelle scuole, ritenuto uno dei passi da compiere per evitare affollamenti e pericolose code. Con mamme e papà, secondo la Simg, le scuole dovrebbero fornire comunicazioni urgenti (casi positività o insorgenza di sintomi sospetti) attraverso una mailing-list o una chat di gruppo.

 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


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