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Pediatria

La nuova guida al sesso dell’OMS

pubblicato il 17-01-2014

E’ stata presentata recentemente e raccomanda soprattutto che l’educazione sessuale cominci fin dalla più tenera età

La nuova guida al sesso dell’OMS

Educare i bambini alla sessualità fin dalla primissima infanzia: è questa la raccomandazione contenuta in un documento dedicato, elaborato dall’Oms Europa e dal Centro per l’educazione alla salute (BZgA) di Colonia allo scopo di mettere consapevolmente in guardia i giovani dalle malattie a trasmissione sessuale, formarli a comportamenti corretti che consentano di vivere la vita di coppia adolescenziale e adulta poi in maniera appagante e responsabile.

LE TAPPE DELLA SESSUALITA’ – La sessualità deve essere un ‘percorso’ che segue il bambino in tutte le fasce di età già a partire dalla nascita, condiviso dai genitori, dalle istituzioni e dalla società con l’obiettivo di fare dei ragazzi i determinanti per il miglioramento della salute sessuale generale, così declama l’OMS Europa che indica anche le tappe educative e evolutive:

Da 0 a 3 anni – E’ il momento, per il bambino, della scoperta dei sensi e delle sensazioni: occorre dunque stimolare la sua curiosità e l’esplorazione del proprio corpo dal quale può ricevere una emozione sensoriale piacevoli, percepirne desideri e limiti.

Da 4 a 6 anni – Inizia l’attenzione e la conoscenza dell’altro sesso, anche attraverso il gioco a sfondo sessuale. Parte integrante, in questa fase, devono avere educatori e genitori nell’insegnare ai piccoli che cosa sono la gravidanza, le relazioni interpersonali corrette e l’abuso.

Da 6 a 9 anni – E’ bene nella fase puberale informare su mestruazioni, eiaculazione, metodi contraccettivi, malattie sessualmente trasmissibili, violenza sessuale e piacere della sessualità per dirimere ogni imbarazzo e vergogna correlati, in questa età, al copro e ai desideri percepiti. 

Dai 9 ai 12 anni – In considerazione di una ‘prima volta’ sempre più precoce, i ragazzini devono essere messi in condizione di conoscere l’uso di preservativi e contraccettivi, di sapere come procurarseli in ogni contesto, dei rischi nel mancato o scorretto utilizzo (malattie e gravidanze indesiderate) e dell’impatto della maternità e paternità sulla vita.

Dai 15 anni – I giovani devono potere prendere consapevolmente, perché correttamente informati, anche decisioni sulla possibilità e il diritto di abortire o di vivere con il proprio partner una relazione matura sapendo gestire l’innamoramento, la gelosia, il tradimento e le delusioni.

I PARERI – Le linee guida proposte dall’OMS Europa, però non devono diventare una regola generale alla sessualità, ma una base di discussione e di dialogo per la costruzione di programmi, obiettivi di formazione rappresentativi della cultura e dello stato europeo in cui si attuano. «L’educazione sessuale – dichiarano gli esperti della Federazione italiana di sessuologia scientifica – è un tema eccezionalmente delicato e complesso, che coinvolge molteplici istituzioni e individui che giocano un ruolo importante nel processo educativo, da quello primario proprio dei genitori a quello degli insegnanti, dei responsabili delle politiche educative, degli operatori sanitari e dei ragazzi stessi». Dunque, come agire correttamente? «Educare i bambini alla sessualità – dichiara la Professoressa Roberta Rossi, presidente dell’Istituto di sessuologia clinica – non significa inviarli a ‘giocare al dottore’, ma nel momento in cui il bambino fa domande o richieste, essere pronti nel dare loro informazioni adeguate con un linguaggio e un contenuto commisurato all’età. In Italia non vi è la cultura di fare educazione sessuale ai bambini in tenerissima età, ma è ben portarli fin dalla scuola elementare a conoscere il proprio corpo, insegnando però il senso del pudore. Il nostro Paese approva le linee guida dell’OMS, ma vanno riviste e modificate in base alla nostra situazione attuale e al contesto scolastico in cui il bambino vive».

Francesca Morelli


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