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Pediatria

Latte materno: buono non solo per diventare top-manager

pubblicato il 19-07-2013

L’allattamento al seno garantirebbe maggiori successi lavorativi da adulto. Lo dimostrerebbe uno studio inglese, ma i benefici del prezioso alimento naturale sono molti altri

Latte materno: buono non solo per diventare top-manager

L’allattamento al seno garantirebbe maggiori successi lavorativi da adulto. Lo dimostrerebbe uno studio inglese, ma i benefici del prezioso alimento naturale sono molti altri

Chi è stato allattato al seno avrebbe maggiori possibilità di fare carriera rispetto ai bambini cresciuti a latte in polvere. Conclusioni, pubblicate sulla rivista Archives of Disease in Childhood, frutto del lavoro degli studiosi dell’University College di Londra. «L’allattamento al seno è importante, attenzione però a non confondere le idee: non è certo per la carriera del bambino che una madre deve essere incentivata a farlo» spiega il dottor Guglielmo Salvatori, responsabile dell’unità Sub-intensiva neonatale all’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma.

LO STUDIO- Per arrivare al curioso risultato i ricercatori londinesi hanno monitorato 17 mila individui nati nel 1958 e altrettanti nati nel 1970. Seguendoli per tutti questi anni è emerso che quelli nutriti al seno hanno raggiunto i più importanti traguardi nel posizionamento sociale e professionale. Un risultato netto che però non deve trarre in inganno. Esistono infatti numerosi altri studi che non registrano questa singolare associazione. A chi credere?

IL COMMENTO- «Gli studi a riguardo sono spesso contrastanti. In alcuni si afferma che l’allattamento esclusivo al seno porti ad un vantaggio di 4-5 punti in termini di quoziente intellettivo (Q.I) rispetto ai bambini nutriti con il latte artificiale» spiega Salvatori. In altri studi invece la differenza nel Q.I sarebbe imputabile alle differenze socio-economiche. «In tutti questi casi –continua l’esperto- è molto difficile svincolare l’effetto del latte materno da altri fattori importantissimi quali lo status sociale e gli stimoli ai quali il bambino viene sottoposto. Ecco perché trarre una conclusione definitiva è difficile. Di un dato però siamo certi: nei bambini pretermine, quelli sotto le 32 settimane e il chilo e mezzo di peso, l’allattamento al seno incide positivamente in termini di Q.I».

BENEFICI IMMEDIATI- Che si tratti di allevare un futuro manager di successo o meno l’allattamento esclusivo al seno rimane la via migliore per un bambino in salute. «Chi si nutre con il latte materno da adulto è più protetto dalle infezioni, ha meno possibilità di incorrere nello sviluppo di ipertensione e ipercolesterolemia ed è meno soggetto a diventare obeso. Queste sono le vere evidenze della bontà dell’allattamento al seno» spiega Salvatori.

LATTE ARTIFICIALE- Escludendo quelle donne che non allattano per scelta, in rari casi può però accadere che le neo mamme non riescano a produrre latte. Cosa fare in questi casi? Fortunatamente l’Italia si è mostrata sensibile al problema e con il passare degli anni ha creato una vera e propria rete di banche, punti di raccolta del latte donato da madri che ne producono in eccesso. Un prezioso alimento distribuito gratuitamente, dopo opportuno trattamento, ai piccoli che ne hanno bisogno. Purtroppo però le banche non sono presenti in tutte le regioni italiane. «In questi casi si deve intervenire con il latte artificiale, un prodotto altrettanto valido che, grazie al progresso tecnologico, molto si avvicina qualitativamente a quello delle mamme» conclude Salvatori. (per informazioni: http://aiblud.com/chi-siamo/banche-in-italia/)

Daniele Banfi

@danielebanfi83


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