Chi è stato allattato al seno avrebbe maggiori possibilità di fare carriera rispetto ai bambini cresciuti a latte in polvere.
Conclusioni, pubblicate sulla rivista Archives of Disease in Childhood, frutto del lavoro degli studiosi dell’University College di Londra. «Il latte materno è importante, attenzione però a non confondere le idee: non è certo per la carriera del bambino che una madre deve essere incentivata a farlo» spiega il dottor Guglielmo Salvatori, responsabile dell’unità Sub-intensiva neonatale all’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma.
LO STUDIO
Per arrivare al curioso risultato i ricercatori londinesi hanno monitorato 17 mila individui nati nel 1958 e altrettanti nati nel 1970.
Seguendoli per tutti questi anni è emerso che quelli nutriti al seno hanno raggiunto i più importanti traguardi nel posizionamento sociale e professionale. Un risultato netto che però non deve trarre in inganno.
Esistono infatti numerosi altri studi che non registrano questa singolare associazione. A chi credere?
LATTE MATERNO E QUOZIENTE INTELLETTIVO
«Gli studi a riguardo sono spesso contrastanti. In alcuni si afferma che il latte materno porti ad un vantaggio di 4-5 punti in termini di quoziente intellettivo (Q.I) rispetto ai bambini nutriti con il latte artificiale» spiega Salvatori.
In altri studi invece la differenza nel Q.I sarebbe imputabile alle differenze socio-economiche. «In tutti questi casi –continua l’esperto- è molto difficile svincolare l’effetto del latte materno da altri fattori importantissimi quali lo status sociale e gli stimoli ai quali il bambino viene sottoposto.
Ecco perché trarre una conclusione definitiva è difficile. Di un dato però siamo certi: nei bambini pretermine, quelli sotto le 32 settimane e il chilo e mezzo di peso, l’allattamento al seno incide positivamente in termini di Q.I».







