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Pediatria

Morbillo da adulti: cosa fare per sapere se si è immuni?

pubblicato il 29-03-2018
aggiornato il 04-04-2018

Il vaccino per il morbillo è consigliato anche negli adulti che non hanno mai contratto la malattia o che si sono sottoposti a singola dose. Vaccinarsi nuovamente non è un rischio

Morbillo da adulti: cosa fare per sapere se si è immuni?

Il morbillo miete una nuova vittima. Da settembre 2017 è il terzo caso. In questo frangente a rimetterci la vita è una donna di 25 anni residente a Catania. Una vicenda che riporta ancora una volta alla ribalta il problema delle coperture vaccinali. Anche se ora -complice il Decreto Legge che impone l'obbligo per l'accesso a scuola- il numero di vaccinati sta aumentando sempre di più, oggi paghiamo ancora a caro prezzo anni di coperture ampiamente sotto soglia. Ecco perché anche se già adulti -a meno che non si sia fatta la malattia- tutti dovrebbero sottoporsi alla vaccinazione.

MORBILLO: LA SITUAZIONE IN ITALIA E IN EUROPA

Secondo i dati aggiornati a fine febbraio di questo anno in Italia si sono verificati 164 casi di morbillo, inclusi 2 decessi (donna di Catania esclusa). Oltre l’80% dei casi è stato segnalato da 4 Regioni (Sicilia, Lazio, Calabria e Liguria) e la Regione Sicilia è quella che ha riportato l’incidenza più elevata. L’età mediana delle persone colpite è di 25 anni. Analizzando i dati più sul lungo periodo emerge che nel 2017 nella sola Unione Europea i casi registrati sono stati 14.451 casi di morbillo (4643 nel 2016), inclusi 30 decessi. La Romania è stato il Paese che ha inviato il maggior numero di segnalazioni (5560), seguita dall’Italia (5004), dalla Grecia (967) e dalla Germania (929). Una situazione molto lontana dall'obiettivo eradicazione previsto per il 2020.

PERCHE' IL MORBILLO COLPISCE ANCHE CHI SI E' VACCINATO?

COME FUNZIONA IL VACCINO PER IL MORBILLO?

Per evitare di contrarre la malattia e portare all'eradicazione del morbillo l'unica via possibile è la vaccinazione. Il concetto è semplice: più persone sono vaccinate e minori sono le possibilità che il virus circoli. Non è un caso che il 93% circa dei casi registrati da gennaio ad oggi riguarda persone non vaccinate o vaccinate con una sola dose. Il vaccino contro il morbillo infatti consiste di due dosi e copre anche contro parotite e rosolia (vaccino MPR). A tutti i bambini la prima viene offerta al 13esimo mese di vita e la seconda a 5-6 anni. Nelle altre fasce d’età e negli adulti la seconda dose viene proposta dopo almeno 4 settimane dalla prima. Effettuare una seconda dose è fondamentale in quanto negli anni si è compreso che la protezione conferita da una sola dose di vaccino, pur essendo di lunga durata nella maggior parte dei soggetti, non sembra essere permanente. E’ possibile infatti che l’immunità sviluppatasi dopo la vaccinazione effettuata a 12-15 mesi di vita diminuisca progressivamente e per questo si effettua un richiamo.

CHI SI DEVE VACCINARE?

Introdotto solo negli anni '80, ma diffusosi a partire da quelli '90, il vaccino andrebbe effettuato in tutti quei casi in cui non si è sicuri di aver contratto il morbillo. Non sempre infatti il ricordo è attendibile in quanto l’eruzione cutanea del morbillo si può confondere con altre malattie infettive dell’infanzia. Come ricorda il Ministero, se non si è sicuri di essere immune dal morbillo, è necessario verificare il proprio certificato vaccinale. Se non è disponibile una documentazione scritta o si ricorda una sola somministrazione è opportuno vaccinarsi. Non è necessario fare il test degli anticorpi contro il morbillo prima di fare la vaccinazione (il test può essere utile comunque in situazioni particolari, a giudizio del Medico). Il fatto di vaccinarsi contro qualcosa che si è potenzialmente già contratto non rappresenta un problema.

ESISTONO TEST PER SAPERE SE SI E' CONTRATTA LA MALATTIA?

Daniele Banfi
Daniele Banfi

Giornalista professionista è redattore del sito della Fondazione Umberto Veronesi dal 2011. Laureato in Biologia presso l'Università Bicocca di Milano - con specializzazione in Genetica conseguita presso l'Università Diderot di Parigi - ha un master in Comunicazione della Scienza. Collabora con diverse testate nazionali.


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