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Pediatria

Se il neonato è sano è merito anche del papà

pubblicato il 23-10-2014
aggiornato il 06-02-2017

Gli stili di vita del genitore determinano la salute dei nascituri. Ma tanti uomini, ignari, compiono mosse sbagliate prima del concepimento

Se il neonato è sano è merito anche del papà

Anche i papà possono diventare un "fattore di rischio’" per la buona salute del nascituro. A influenzare il futuro benessere del bambino, e l’eventuale sviluppo di malattie ad essa correlate, non sono soltanto le alterazioni cromosomiche da essi eventualmente trasmessi. Fanno la loro parte anche stili di vita scorretti, se condotti e perpetrati nella fase immediatamente precedente al concepimento. Lo rivela una vasta indagine effettuata dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

 

LO STUDIO

La corresponsabilità è al 50% del papà, se a causa di obesità, fumo, uso di farmaci o esposizione a sostanze tossiche qualche cosa poi nella salute del bambino non va. Ma pochi uomini e futuri genitori lo sanno, almeno fra gli oltre mille intervistati dagli specialisti della struttura romana, attraverso un questionario on-line riguardante vizi e virtù quotidiane poco prima di avere un bambino. Il 45% degli uomini, per esempio, non sa che eccedere nel peso, pesa anche sui piccoli in arrivo.

«L’obesità paterna prima del concepimento può invece alterare il DNA fetale coinvolto nella regolazione delle prime fasi della crescita embrionale e mettere a rischio la salute del bambino», spiega Alberto Tozzi, responsabile dell’unità di medicina predittiva dell'ospedale della Capitale. Non meno importante l’azione che può svolgere il fumo ed un papà su tre (34%) facendosi baffo del fatto che la sigaretta può influire anche sulla sua fertilità, resta o è fumatore. «Non solo essa è diminuita – aggiunge lo specialista – ma il fumo favorisce anche lo sviluppo di malformazioni congenite di natura cardiaca, anorettale o genitourinarie fino a malattie ancora più serie come possibili leucemie linfoblastiche acute, con un rischio aumentato per i bambini dei papà fumatori del 25%, in crescita fino al 44% se il numero di sigarette giornaliere supera le 20».

Se a queste abitudini dietetiche e viziose è possibile mettere (anche) autonomamente un freno, maggiore attenzione va prestata a fattori esterni: come gli agenti tossici, per lo più sostanze chimiche. Sono circa il 22% dei futuri papà che per motivi professionali (facendo i cuochi, giardinieri, addetti alle pulizie o operandi nel settore agricolo) sono a stretto contatto con pesticidi, gas di scarico, vernici, piombo. «Il maggiore rischio correlato all’esposizione ad agenti chimici – aggiunge Tozzi – è il basso peso alla nascita o l’eventuale sviluppo di malformazioni o tumori infantili». Dall’altro ci sono i farmaci: «Particolare attenzione – raccomanda ancora - va posta a antinfiammatori, antipertensivi, antipsicotici, gastroprotettori nei quali alcuni principi attivi possono aumentare del doppio la possibilità di complicanze in gravidanza o di difetti congeniti».

 

ISTRUZIONI PER MAMMA E PAPA’

La salute ‘sana’ di un bambino presente e futuro comincia da lontano: ancora prima della decisione di concepirlo o dei mesi della gravidanza e si alimenta con comportamenti da sempre corretti, stili di vita adeguati e check-up salutistici periodici. «Sono concetti ancora non del tutto noti ai papà – conclude Tozzi – pertanto è fondamentale che vengano affrontati e condivisi all’interno della coppia, al fine di mettere da entrambe le parti una garanzia in più sulla nascita di un bambino con tutte le carte in regola per una buona salute». E per dare una mano fattiva ai genitori di oggi e di domani, l’Unità di Medicina Predittiva del Bambino Gesù ha avviato e messo on line un progetto di sensibilizzazione consultabile. Per saperne di più è possibile visitare l’indirizzo: www.mammainforma.it


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