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Serve trasparenza nelle associazioni (anche se di pazienti)

Come regolare gli aiuti dall'industria alle associazioni di pazienti? Con regole, etica e trasparenza

Serve trasparenza nelle associazioni (anche se di pazienti)

Da un recente articolo del New England Journal of Medicine su 104 associazioni per i diritti dei malati, l’83% riceve finanziamenti da case farmaceutiche, da produttori di biotecnologie o di apparecchi protesici. E’ bello che le industrie facciano donazioni, ma come dicono gli autori è opportuna trasparenza quando c’è di mezzo l’industria, tanto più che spesso suoi manager siedono in boards governativi.

Coinvolgimenti industriali, giudicati etici nell’area dei bisogni, possono artatamente indurre bisogni e richieste dei malati e si sa, coi tempi che corrono, quanto sia difficoltoso e nello stesso tempo facile per i prescrittori cedere alle loro pressioni.

Il marketing ha delle specifiche strategie di penetrazione e finanziamenti, pur nobili negli intenti, potrebbero subliminarmente sensibilizzare a richiedere questo o quel prodotto, alla guisa di quanto si fa per un formaggino o per una lavatrice. Chi riceve un finanziamento si può sentire obbligato a ricambiare la gratitudine, a non essere scortese verso chi ti ha voluto aiutare, tanto più se sei una associazione per gli ammalati.

Il discorso della trasparenza è all’ordine del giorno per le associazioni dei medici spesso supportati nei loro programmi o nei congressi dalle case farmaceutiche. A questo proposito le associazioni mediche americane oltre ad essersi date delle regole sostengono che, per giudicare se è etico o meno accettare un regalo, è necessario porsi la domanda: cosa penserebbe un mio collega o un mio paziente se venisse a sapere che l’ho accettato? Se la risposta si orientasse verso un’opinione negativa, sarebbe opportuno non accettarlo.

Questo comportamento dovrebbe valere anche per le associazioni di cui sopra di cui la gente dovrebbe essere informata di tutto e di più. Certo le organizzazioni che lottano per i malati meritano plauso ma senza demonizzare quello che c’è di buono in quello che fanno, devono avere regole rigorose, trasparenza del comportamento, pubblicizzazione dei finanziamenti, meticolosa informativa dell’utilizzo degli stessi, alla luce di un organo indipendente di controllo del loro operato e della moralità dei loro dirigenti.



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