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Medici disonesti

Medici che si fanno timbrare da altri la presenza in ospedale per poter lucrare nello studio privato (vicenda del Fatebenefratelli di Milano), medici che operano quando non è necessario (vicenda casa di cura Santa Rita)

Medici disonesti

Medici che si fanno timbrare da altri la presenza in ospedale per poter lucrare nello studio privato (vicenda del Fatebenefratelli di Milano), medici che operano quando non è necessario (vicenda casa di cura Santa Rita), certificati di invalidità accondiscendenti, primari che sono gentili nel privato e sgarbati nel pubblico. Medici che si credono in diritto di non dare giustificazioni del loro operato. Non si ascolta, si pontifica con arroganza, ci si permette di dare ordini, di imporre la propria volontà senza possibilità di contraddittorio.

Situazioni non così infrequenti e non è vero che tutti trattano bene gli ammalati!

Quando ci si laurea le possibilità sono due: o si prende la professione come servizio nel rispetto dell’ altro e delle istituzioni o ,visto che di fatto i malati dipendono da noi, si gioca una superiorità onnipotente e devastante che fa spallucce delle regole e delle persone. E allora non ci si sente in colpa se si bara sulle presenze in ospedale, se si fanno interventi non necessari, se si certifica il falso, se il denaro diventa l’obiettivo principale.

Ricordo un illustre collega attualmente alla guida di un prestigioso istituto internazionale che mi diceva:“La avidità umana non ha confini, uno vuole guadagnare sempre di più! Oggi la barca di 12 metri, domani quella di 20 e così via. Manca il senso etico del proprio operare e il dio denaro obnubila le coscienze e anche i buoni principi che ci sono stati insegnati da piccoli vengono meno di fronte alla ubriacatura del successo e dello status simbol. Noi dobbiamo testimoniare e insegnare che non si fa così”. Parole sante!

Quanti sono i medici che non fanno onore alla loro professione? Speriamo pochi .

Certamente è necessario vigilare e richiamare la categoria al valore etico della professione.

Un lavoro in cui il malato mette la sua vita nelle nostre mani. Essere scelto è un privilegio e non una strada per fare i comodi propri.

Alberto Scanni



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