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Amore e psiche, amore e carote

Perché perdere tempo a curare il taglio di una carota?

Amore e psiche, amore e carote

Come tutti i venerdì, settimana scorsa ho condotto il gruppo di terapia psico-alimentare per i miei pazienti affetti da BED (Disturbo da Binge Eating ed obesità).

Si parlava di taglio delle verdure: come prepararle per conservare al meglio le proprietà salutari e, soprattutto, come prepararle per saziare la vista ed il palato, prima ancora di riempire lo stomaco.

Ho ripresentato il mio taglio preferito per le carote, il taglio “matsuba” ovvero “ad ago di pino” (vedi foto), che usiamo per arricchire o decorare i piatti di cereali integrali e verdure.

Vi chiederete: ma chi ce lo fa fare di perdere tempo con un taglio così strano? Tante cose (anche perché non è poi così strano: bastano una fettina di carota e 2 taglietti lineari).

Dal punto di vista salutare:

- vi permette di scoprire subito se la carota è di buona qualità: se è troppo secca o, al contrario, troppo molle, il taglio non riesce (se è secca si spezza, se è molle non sta in piedi).

- vi permette di dare alla fibra vegetale la giusta dimensione: né troppo grande (perché sgradevole da masticare, soprattutto per i più piccoli, e più fastidiosa per la pancia gonfia), né troppo piccola (perché si secca rapidamente e diventa legnosa, come capita alle carote pre-grattugiate lasciate all’aria).

Dal punto di vista emozionale:

simboleggia, con semplicità, come dovrebbe essere una buona relazione affettiva.

- le 2 braccia si uniscono e stanno “abbracciate" per la loro forza intrinseca, senza condizionamenti esterni.

- le 2 braccia esprimono una forza equilibrata e di giusta intensità: se sono troppo sottili non hanno la forza per stare unite, ma se sono troppo grosse si spezzano.

Se volete bene a qualcuno, donategli un pezzetto di carota ad ago di pino. Come l’amore autentico fa bene a chi lo riceve e, soprattutto, a chi lo dona.



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