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Anoressia: contatti umani, peluche e sigarette

Chi ne soffre deve essere aiutato a recuperare il contatto con tutti gli stimoli del mondo esterno e a non negare l'annullamento del rapporto con il cibo

Anoressia: contatti umani, peluche e sigarette

Ho letto qualche giorno fa un toccante servizio sul Washington Post che mostra alcune foto di ragazze ricoverate in un centro per disturbi alimentari della Polonia. In Polonia, come in Italia, le ragazze anoressiche hanno bisogno di sentirsi vicine, di stringere tra le mani un pupazzo di peluche o di cercare il contatto falsamente rassicurante di una sigaretta.

Senza scomodare gli psicoanalisti, possiamo dire che le ragazze anoressiche hanno un disperato bisogno di contatto ma, contemporaneamente, hanno una malattia che le porta a negare con tutte le forze il bisogno di contatto con il cibo. Dobbiamo aiutarle a fidarsi, o meglio a tornare a fidarsi, del contatto con il cibo e del contatto con tutti gli stimoli del mondo esterno. Lavoro non facile ma, con le cure giuste, si può fare.

P.S. Per i fumatori (parafrasando una antica Pubblicità Progresso): la prossima volta che volete accendervi una sigaretta, andate ad abbracciare qualcuno.

Stefano Erzegovesi
@erzegos



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