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L'addio «dolce» al papà coraggioso

«Storia di un maldestro in bicicletta»: un libro scritto da Andrea Bizzotto per farsi conoscere dalla figlia

L'addio «dolce» al papà coraggioso

Il destino di Andrea era segnato dal primo appuntamento con la malattia: un sarcoma sinoviale di quarto grado, partito da una gamba e arrivato a colpire pure i polmoni. Una malattia fatale, che ha tolto all'autore di «Storie di un maldestro in bicicletta» la possibilità di vedere crescere l'unica figlia, Giulia Grace. La notizia della sua scomparsa, nei giorni scorsi, è finita su tutte le testate nazionali (e non, dal momento che la famiglia s'era stabilita a Witten, in Germania). Sono stati dunque in molti a conoscere la storia di Andrea: ammalatosi mentre la sua compagna era incinta e corso in ospedale a vedere per la prima volta la sua bambina tra una chemioterapia e l'altra. Il suo libro, scritto per lasciare un ricordo tangibile nelle mani di sua figlia, è un inno alla vita che andrebbe letto da tutti: a maggior ragione oggi che Andrea non è più in mezzo a noi. 


Avevo comprato il volume a dicembre, una volta appresa la storia di quest'uomo attraverso le colonne de Il Mattino di Padova. L'avevo iniziato a leggere immediatamente, consapevole che non ci sarebbe stato molto tempo per «conoscere» la storia di questa famiglia prima della dipartita dell'unico uomo di casa. Poi, come al solito, gli imprevisti hanno preso il sopravvento. Il libro è rimasto al solito posto: sul comodino a casa, in valigia in occasione di ogni viaggio. All'inizio della scorsa settimana, avevo deciso di accelerare. Così, giovedì sera, mi sono ritrovato a un capitolo dalla fine e deciso a concludere l'opera entro il weekend. L'ultima cosa fatta prima di andare a letto è stata chiedere, attraverso la pagina Facebook del testo, se Andrea avesse in programma qualche presentazione in Lombardia.


«Buonasera, a oggi ancora no...», era stata la risposta a cui non avevo voluto dare seguito, sapendo che quella di Andrea fosse una vita a «termine». Speravo - più che immaginavo - che ci sarebbe stato il tempo per incrociarci. E invece no. Il venerdì s'è aperto con la notizia più nefasta. «Andrea se ne è andato questa notte. Ma noi tutti sappiamo che la bicicletta non si ferma: lui ha pedalato così tanto e ora tocca a noi. Ciao Biz. È stato un onore. È stato folle. È stato bellissimo». Finire il suo libro è stata durissima. Meno lo è invece scriverne a posteriori, anche se la recensione risulterà diversa da tutte le altre. Perché il mondo è pieno di uomini e donne che lottano contro il cancro, ma la forza che ha trovato Andrea non è comune. 


La scelta di scrivere queste 178 pagine - non sarà facile leggerle conoscendo l'epilogo della storia, ma il consiglio è quello di farlo: i proventi della vendita sono destinati a un fondo messo a disposizione della piccola Giulia Grace - è stata assunta per lasciare qualcosa di sè nelle mani della sua bambina. Giulia Grace, in fin dei conti, è l'involontaria protagonista di questo racconto. Andrea ripercorre tutta la sua vita (non soltanto la malattia) per fare in modo che, quando sua figlia avrà modo e voglia di sfogliare il libro, possa scoprire tutto ciò che riguardava suo padre e che non ha fatto in tempo a scoprire nei mesi vissuti assieme. Giulia Grace è stata l'ultima luce accesasi nella vita di Andrea, la più intensa: la ragione di vita degli ultimi mesi, quelli vissuti come un conto alla rovescia. 


La sfida che Andrea ha deciso di giocare lungo l'ultimo miglio - compreso il racconto dei suoi avvenimenti attraverso i social network e la scrittura di una lettera per ogni compleanno di sua figlia, fino al 2036: anno in cui raggiungerà la maggiore età - gli è servita per continuare a sentirsi vivo. Ecco perché «Storie di un maldestro in bicicletta» non è un libro sul cancro, ma sulla vita. «La storia di Andrea - si legge nella prefazione - dimostra che la qualità dell’amore di un genitore malato non ha nulla a che vedere con la sua aspettativa di morte». Un papà, la lotta contro il cancro, la sua bambina. Andrea ha deciso di ribellarsi al destino con parole d'amore.

 

Andrea Bizzotto 

STORIA DI UN MALDESTRO IN BICICLETTA

Brenta Piave edizioni, 178 pagine, 17 euro


Fabio Di Todaro



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