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Accanto al malato fragile e indifeso

Nella Giornata del Sollievo bisogna riaffermare forte e chiaro che il dolore dei malati è un problema di tutti, della società civile.

Accanto al malato fragile e indifeso

 Domenica prossima si celebra la XIII Giornata del Sollievo: la proposi e la istituii quando ero ministro della Salute su sollecitazione della Fondazione Ghirotti.


Gigi Ghirotti fu il giornalista che quando scoprì di essere ammalato di cancro, nelle corsie degli ospedali si fece «inviato speciale» del dolore dimenticato e ignorato. Scrisse memorabili cronache che portarono alla ribalta del grande pubblico della televisione il mondo  del dolore patito in silenzio. A quarant’anni dalla morte di questo coraggioso reporter il suo messaggio è ancora vivo.


Bisogna rimettere l’uomo al centro delle cure. L’uomo, non il malato di cancro. Perché prima di tutto il malato di cancro è un uomo, lasciato in solitudine nel dolore. Dobbiamo avere la volontà di aprire un sorriso di speranza nel buio e nel silenzio di chi vive la malattia.

 

Molti passi avanti sono stati fatti nella lotta al dolore, molti ne restano da fare. Nella Giornata del Sollievo penso che sia indispensabile riaffermare forte e chiaro che il dolore dei malati di cancro, di Aids o di sclerosi laterale non è solo un problema dei malati, dei loro familiari e dei loro medici e infermieri, ma è un problema di tutti: è un problema della società civile. Mai più dovrà accadere che i malati più fragili e più provati, come succede ancora troppe volte, cerchino la morte per sfuggire non solo al dolore, ma all’indicibile solitudine e separazione in cui spesso sono lasciati.


Dobbiamo riaffermare con forza che ormai la medicina ha tutti i mezzi per cancellare, controllare o alleviare il dolore, e che è colpevole e imperdonabile non impiegarli. Il dolore dei malati  non è una fatalità, ma una carenza d’impegno e di cultura. Gli «ospedali senza dolore» sono ancora troppo pochi, sono ancora troppo pochi gli hospice, e sono ancora insufficienti le équipes di cure palliative che seguono i malati a domicilio, rendendosi disponibili anche per aiutare e consigliare i familiari.


Le esperienze della Fondazione Gigi Ghirotti e di altre benemerite Associazioni hanno indicato la strada. Il punto di arrivo dev’essere non solo il sollievo dal dolore, ma la comprensione della sua natura complessa, insieme fisica e morale. Ed è necessaria anche una intelligente e pacifica rivoluzione dell’organizzazione sanitaria, degli orari, delle cure.


E’ nel rispetto del malato fragile e indifeso che la società rispecchia il suo volto.

 



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