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Gli alberi sono fioriti. Ma gli uomini?

“Gli alberi sono fioriti. Ma gli uomini? “ In un commosso ritratto, Indro Montanelli riportò queste parole di Giuseppe Massarenti che moriva. Massarenti, sindacalista socialista brutalmente perseguitato dal fascismo, che lo internò per sette anni in un manicomio (i metodi dei regimi sono sempre uguali…) si battè tutta la vita per i diritti dei contadini più poveri. Nato poverissimo anche lui e rimasto orfano da bambino, voleva veder “fiorire gli uomini”, nel lavoro e nell’uguaglianza sociale. Non era stato un “padre costituente”, non aveva scritto lui l’articolo 1 della Costituzione (“La Repubblica italiana è fondata sul lavoro”) e l’articolo 4 che afferma per tutti i cittadini il diritto al lavoro, ma sapeva che senza lavoro non esiste nessuna società.

Gli alberi sono fioriti. Ma gli uomini?

“Gli alberi sono fioriti. Ma gli uomini? “ In un commosso ritratto, Indro Montanelli riportò queste parole di Giuseppe Massarenti che moriva. Massarenti, sindacalista socialista brutalmente perseguitato dal fascismo, che lo internò per sette anni in un manicomio (i metodi dei regimi sono sempre uguali…) si battè tutta la vita per i diritti dei contadini più poveri. Nato poverissimo anche lui e rimasto orfano da bambino, voleva veder “fiorire gli uomini”, nel lavoro e nell’uguaglianza sociale. Non era stato un “padre costituente”, non aveva scritto lui l’articolo 1 della Costituzione (“La Repubblica italiana è fondata sul lavoro”) e l’articolo 4 che afferma per tutti i cittadini il diritto al lavoro, ma sapeva che senza lavoro non esiste nessuna società.

Chissà cosa direbbe di una notizia di cui ha parlato soltanto la stampa locale: 20 insegnanti di sostegno della Sardegna, precari da sempre, ad agosto avevano ricevuto la grazia. Gli era stato comunicato che finalmente erano assunti. Tutta gente non più giovane, alle prese con il problema di vivere e di far vivere la famiglia a costo di qualunque sacrificio, anche quello di svegliarsi all’alba e fare 100-150 chilometri per raggiungere le scuolette di montagna dove li aspettano i bambini più sfortunati, quelli che non riusciranno mai a “fiorire” senza un caldo aiuto. Passa un mese passa l’altro, e lo stipendio non arriva. Come mai, che cosa sarà successo? Immaginatevi queste donne e questi uomini che vanno a chiedere informazioni al Provveditorato, pallidi e col cuore in gola. I funzionari tergiversano, danno non-risposte. Infine arriva la desolante spiegazione: “E stato uno sbaglio, non siete stati mai assunti. E’ stato un errore di calcolo delle quote sull’immissione in ruolo”. Fine.

Come non condividere la rabbia degli “indignati” di tutto il mondo, da chi ha perso il lavoro e occupa Wall Street, ai greci, agli spagnoli e agli italiani che sentono affermare, con toni disinvolti da convegno di economisti, che i “patti di stabilità” richiedono il taglio di centinaia di migliaia di posti di lavoro? La chiamano “flessibilità”, ma non immaginano che tragedia diventa casa per casa, famiglia per famiglia. Parlano di “corsi di riqualificazione”, ma non si chiedono dove andranno i riqualificati (che magari hanno cinquant’anni), non si chiedono chi li vorrà. Questo mondo globalizzato è diventato stretto e buio, e nessuno pensa a seminare la terra. Come faranno a fiorire gli uomini, Massarenti?  

Umberto Veronesi



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