"I senza denti"

Ha fatto scandalo la notizia che il presidente francese Hollande definisse così i poveri. Ma i livelli di salute sempre più bassi e le condizioni di vita precarie non riguardano soltanto gli anziani

"I senza denti"

Ha fatto scandalo in Francia (e nel mondo) la notizia che il presidente Francois Hollande, parlando con la sua amante, chiamasse i poveri “I senza denti”. Ma questa mancanza di sensibilità umana è utile per attirare l’attenzione su una realtà di fatto: è vero, le persone più povere hanno la bocca disastrata, e non per forza sono anziane, ci sono anche tanti giovani. Lo sanno gli assistenti sociali che lavorano con i carcerati, o i medici dei Sert che cercano di curare i tossicodipendenti, particolarmente colpiti da una precoce rovina  della dentatura, probabilmente innescata da un generale scadimento della salute e dalle precarie condizioni di vita. 

C’è un perché. Nell’Unione Europea, quasi tutta coperta da servizi sanitari che comprendono l’universalità dei cittadini, il capitolo maggiormente in sofferenza è proprio quello delle cure odontoiatriche, che sono erogate con il contagocce dagli ospedali pubblici e da quelli convenzionati. Dalla prevenzione in età pediatrica alla cura delle carie e degli altri problemi dentali, c’è un quasi-vuoto che non è stato mai riempito, e che resta tale fino al momento in cui non c’è altra soluzione che la dentiera. Ma anche la dentiera è “un oscuro oggetto del desiderio”, che non è facile assicurarsi.

Questione di costi, si dice. I dentisti che lavorano negli ospedali hanno lo stesso stipendio dei colleghi che sono specialisti in altre branche, ma costano gli ambulatori attrezzati, costa il lavoro degli odontotecnici che devono costruire i denti finti e le dentiere, costano i materiali, costa l’oggettistica  usa-e-getta che garantisce la sicurezza sanitaria, costa il personale ausiliario che deve essere specializzato in appositi corsi. Ma è proprio così? Il servizio sanitario nazionale impegna notevolissime somme in tecnologie avanzate, in esami diagnostici costosi e sofisticati, in interventi chirurgici dal costo a volte proibitivo, di cui ci rendiamo conto soltanto quando sussultiamo davanti alle cifre che emergono da qualche reportage sulla sanità degli Stati Uniti, privata o sotto copertura assicurativa, almeno fino a quando la riforma voluta da Obama non farà (forse) da calmiere.

In parole povere: i servizi sanitari europei spendono tanti soldi, ma non per le cure odontoiatriche. Il risultato è che o ci si rivolge ai dentisti privati (ma lo possono fare, le famiglie che non arrivano alla fine del mese?), o inesorabilmente si perdono i denti. Ecco perciò gli “sdentati” di cui ha parlato, a carità zero, il presidente francese. Penso che Dario Fo, autore della terribile satira teatrale “La nascita del villano”, potrebbe cogliere questo spunto per aggiornare la sua sulfurea comicità sull’esistenza dei poveri: li trascini di disgrazia in disgrazia, e invece di farli piangere li persuada (non ci vuol niente a convincere un villano) a farsi una grande e lunghissima risata. Riunisca insieme i casi. I senza fissa dimora che la notte dormono nei cartoni da imballaggio, gli sfigati che hanno avuto lo sfratto esecutivo, i giovani sbandati che dormono in luridi sacchi a pelo nei centri sociali, i tossicodipendenti perduti, gli ex carcerati senza lavoro. Ma anche i titolari di pensione minima, i neo-separati che hanno dovuto sloggiare dal bilocale, gli ex operai che si sono trovati con la fabbrica “delocalizzata”.

Li metta sul palcoscenico, e gli dica di ridere. Si vedrà così, senza bisogno di certificati, che le loro bocche non sono soltanto vuote di cibo, ma anche di denti. E’ uno status sociale. Merci, monsieur le Président!  

Umberto Veronesi



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