La magnifica sfida

Le nostre maratonete correranno per dimostrare che il tumore al seno si può vincere. Taglieranno il traguardo portando nel cuore la fiducia per la scienza

La magnifica sfida

Ricorderò sempre con ammirazione e tenerezza  una mia paziente, operata al seno. Poco dopo la conclusione dell’ultimo ciclo di chemioterapia venne a una visita di controllo. La trovai molto in forma. Lei sorrise, poi il sorriso diventò una squillante risata: «Mi sono messa a correre, giorno dopo giorno. Mio marito mi aveva detto:  “Ma se non ti tieni in piedi!” , e io gli avevo risposto: “Proprio per questo!”. Facevo fatica, ma ogni giorno la fatica diminuiva. Così, eccomi qua: rinata!»

Sì, correre e camminare a passo sostenuto fa molto bene alle donne reduci da un intervento per  tumore al seno, aiuta a sostenere meglio gli effetti indesiderati delle cure e riduce il rischio di recidive. E’ per questo che lanciamo una magnifica sfida: cerchiamo venti donne operate di tumore al seno, per portarle  alla grande Maratona di New York, che si svolgerà domenica 2 novembre. Non è troppo presto per parlarne, perché l’impegnativo circuito (42 chilometri) richiede un certo allenamento, e penso che tutte vogliano fare bella figura. Ad allenare questo particolare team di maratonete sarà Gabriele Rosa, specializzato in cardiologia e in medicina dello sport, uno degli allenatori di corsa più noti al mondo. Per prepararsi all’evento, sono previsti allenamenti plurisettimanali a Milano e a Brescia.

Correre fa bene alla circolazione e alla pressione, fa smaltire le tossine, e aiuta a combattere l’instabilità emotiva che spesso colpisce le donne che sono state operate per un tumore al seno. L’attività fisica fa bene a tutti, ma è particolarmente adatta quando si deve smaltire il sovrappeso spesso determinato dalle terapie ormonali. E non dimentichiamo un concetto strategico: l’attività fisica è anche preventiva dell’osteoporosi.

Correre per la ricerca, correre per celebrare la forza della vita. E’ con questo spirito che le nostre maratonete partiranno da Staten Island, vicino al famoso ponte di Verrazzano  e percorreranno tutti e cinque i distretti di New York, insieme con decine di migliaia di partecipanti. A questa corsa che si svolge dal 1970 arrivano ogni anno almeno 100mila richieste di iscrizione. E’ il mondo che corre insieme. Sfilano i ponti, i fiumi, i palazzi che abbiamo visto in tanti film. Quando si sta per arrivare a Manhattan, circa a metà corsa, la fatica si fa sentire, ma si tiene duro. La First Avenue, il Bronx, Madison Avenue, Harlem, Fifth Avenue, infine il Central Park, con gli alberi già spogli in cui resistono qua e là i toni d’oro dell’autunno. A Central Park South la corsa è all’ultimo chilometro, e qui migliaia di spettatori si radunano ad acclamare gli atleti. Una parte corre per fare i record, ma la maggioranza corre per fare festa. Festa di partecipazione, di fede nel futuro. Gioia di esserci. Le nostre maratonete della speranza correranno per dimostrare che il tumore al seno si può vincere. Spettinate, accaldate, felici. Taglieranno il traguardo portando nel cuore un’idea vincente, e la fiducia nella lunga pazienza della ricerca scientifica.    Arrivederci a New York!



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