Ragazzi, siete meravigliosi

Ragazzi, siete meravigliosi. E’ quello che ho pensato a Venezia vedendo la grande sala della Fondazione “Giorgio Cini” piena di giovani, arrivati per partecipare alla Conferenza mondiale “The Future of Science”. Arrivati da tutta Italia e ce n’erano una ventina, addirittura, che erano giunti dall’Argentina. Attentissimi, con blocchi per appunti in mano, e pronti, al momento del dibattito, a fare domande appassionate e inusuali. Io li guardavo e pensavo quanto sono sciocchi gli adulti (per fortuna, non tutti) che considerano i giovani degli “alieni”, e non riescono a vedere la loro fresca realtà al di là della barriera generazionale. Hanno il piercing, hanno i tatuaggi, hanno magari sul capo una cresta di capelli colorati? E’ perché vivono in un loro presente che non comprendiamo perché non è il nostro, fatto anche di eccesso e di nonsense nelle forme esteriori.

Ragazzi, siete meravigliosi

Ragazzi, siete meravigliosi. E’ quello che ho pensato a Venezia vedendo la grande sala della Fondazione “Giorgio Cini” piena di giovani, arrivati per partecipare alla Conferenza mondiale “The Future of Science”. Arrivati da tutta Italia e ce n’erano una ventina, addirittura, che erano giunti dall’Argentina. Attentissimi, con blocchi per appunti in mano, e pronti, al momento del dibattito, a fare domande appassionate e inusuali. Io li guardavo e pensavo quanto sono sciocchi gli adulti (per fortuna, non tutti) che considerano i giovani degli “alieni”, e non riescono a vedere la loro fresca realtà al di là della barriera generazionale. Hanno il piercing, hanno i tatuaggi, hanno magari sul capo una cresta di capelli colorati? E’ perché vivono in un loro presente che non comprendiamo perché non è il nostro, fatto anche di eccesso e di nonsense nelle forme esteriori.

E’ strano come non si capisca più, passata la giovinezza, che non sono queste cose la carta d’identità delle persone che hanno tra i 15 e i 25 anni. Queste cose sono invece la loro “danza di vita”, e basta pensare a Lorenzo de’Medici per riconoscere in ogni nuova generazione questo momento dionisiaco. Tutto il mondo della cultura deve scoprire una cosa importante: è proprio la forza vitale della giovinezza a portare i giovani verso la scienza, perché la scienza è novità e passione di scoprire, e in questo è profondamente in sintonia con le persone che si affacciano alla vita.

La Conferenza di Venezia si è occupata quest’anno di un tema particolarmente affascinante: di come funziona la mente, che è poi il “marchio di fabbrica” di ogni individualità. Si è parlato delle moderne tecniche di imaging che ci permettono da qualche anno di osservare dal vero il funzionamento delle varie aree cerebrali interessate da stimoli e da emozioni, e ogni nuova scoperta apre in sequenza nuove domande. E a porle erano sempre i giovani a dimostrazione ancora una volta che le nuove generazioni hanno interessi che noi adulti non sospettiamo. E allora do a tutti i giovani un altro appuntamento, per un altro tema che li appassiona sicuramente, come ha appassionato i giovani della rivoluzione del ‘68: quello della pace, alla Conferenza “Science for Peace” di Milano del 18-19 novembre.

Umberto Veronesi

(foto di Nanni Fontana)



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