Parliamone per capire

di Umberto Veronesi

2016/12/12/uv.jpg

Umberto Veronesi (1925-2016), medico e ricercatore, ha dedicato la vita allo studio e alla cura dei tumori, in particolare alle terapie conservative per i tumori del seno. E' stato Ministro della Sanità e Senatore del Parlamento Italiano. Ha dato vita alla Fondazione che porta il suo nome. Profondamente persuaso che la scienza possa migliorare il mondo in cui viviamo, questo blog, che ha aggiornato per cinque anni con 200 post, ha ospitato il suo pensiero sulla società, la scienza e il nostro futuro.

Grazie a voi bravissime ragazze del Volley

Grazie a voi bravissime ragazze del Volley

Parte oggi un evento che molto ho voluto e a cui molto credo: la partnership scientifica tra la Fondazione Umberto Veronesi e la Lega Volley femminile, che vedrà gli scienziati della mia Fondazione consigliare le linee guida di un vivere sano e le atlete del volley trasmetterle sui campi di gioco dove per tutto l’anno si affronteranno.

Anche quello omosessuale è un amore puro

Anche quello omosessuale è un amore puro

La settimana scorsa ho dato spazio al post di una suora, Mariarita Falco, che commentava su Huffington Post il gesto estremo di Andrea, ragazzo «diverso», che si è tolto la vita a soli 15 anni. Diceva la religiosa davanti a questa assurda tragedia parole che condivido in pieno. Ma qualche lettore  ha osservato che quelle parole sono condivisibili sì, ma sono dette da una religiosa. E io da laico non avevo da aggiungere un mio pensiero? Certamente. Io penso che il dramma di Andrea, che schiacciato da insulti e ingiurie ha preferito togliersi la vita, suoni condanna alla nostra società, che, nonostante le apparenze, non è ancora capace di riconoscere l’esistenza e il valore dell’amore universale. L’amore fra esseri umani è fatto di rispetto per l’altra persona e di solidarietà; due persone si amano perché sentono il desiderio di aiuto reciproco, il bisogno di protezione, condivisione di idee e di passioni, di principi e di valori. L’amore allora può essere diverso e può esistere, con intensità e modalità diverse, fra padri e figli, nonni e nipoti, fratelli e sorelle, amici, donne e uomini, donne e donne, uomini e uomini.

Perchè la pena di morte venga abolita, per sempre

Perchè la pena di morte venga abolita, per sempre

Come fondatore del movimento internazionale Science for Peace, sostengo fortemente la Giornata Mondiale per la vita contro la Pena di Morte. La scienza è contro ogni forma di violenza, soprattutto se istituzionalizzata: la guerra prima di tutto, ma anche la pena di morte, che noi consideriamo un omicidio di Stato, e dunque la legittimazione dell’assassinio, la massima violenza che si può infliggere a un uomo. Mi associo alla Comunità Papa Giovanni XXII nel ricordare che in Italia esiste, tuttavia, una forma mascherata di pena capitale: l’ergastolo ostativo (a vita). Science for Peace si è quindi schierata a favore dell’abolizione di questo tipo di pena, espressione di una giustizia vendicativa e non rieducativa, in piena contraddizione con l’articolo 27 della Costituzione italiana.

Le parole che dovremmo conoscere e non sappiamo dire

Le parole che dovremmo conoscere e non sappiamo dire

Suor Mariarita Falco, religiosa dell’ Istituto delle Figlie di N.S. della Misericordia, ha scritto un blog per il portale Huffington Post che ho trovato colme di cristiana comprensione e tolleranza per il quindicenne di Roma che schiacciato da ingiurie e insulti omofobi, si è ucciso. Parole che qui sottoscrivo, facendole mie.

Ergastolo: appello al Parlamento italiano

Ergastolo: appello al Parlamento italiano

Aboliamo l’ergastolo. La forza della  democrazia è non avere paura: sostituire all’ergastolo una pena giusta non è un atto di debolezza, ma di forza, perché afferma il principio che nessun uomo è estraneo alla società. L’ergastolo non risponde al bisogno di giustizia, ma a quello di vendetta, per soddisfare la reazione istintiva ed emotiva dei cittadini. Non risolve il problema reale, che è quello di vivere in un Paese civile, in cui la sicurezza individuale è tutelata da una giustizia equa. Una giustizia vendicativa e non rieducativa infatti non riduce la criminalità, è un insegnamento distorto per i cittadini che non porta a un miglioramento nei rapporti umani.

La mia ostinata speranza in un mondo migliore

La mia ostinata speranza in un mondo migliore

«Il meglio deve ancora venire». E’quello che giorno dopo giorno ho pensato per tutta la mia vita, e l’ho ritrovato con molta emozione nel discorso del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. E considero una fortunata coincidenza che la sua rielezione sia avvenuta pochi giorni prima della Conferenza Mondiale per la Pace di “Science for Peace”, che si apre a Milano venerdì prossimo, e che s’ispira proprio ai concetti espressi da Obama: una pace costruita sulla promessa di libertà e dignità per ogni uomo.

Ai giovani dico: non siate pessimisti

Ai giovani dico: non siate pessimisti

Sono certo che fra qualche giorno quando a Milano aprirò i lavori della quarta Conferenza di Science for Peace, proverò la stessa commozione che mi coglie quando sono protagonista di un’azione che ritengo indispensabile e necessario compiere. Sia nel campo medico, o della ricerca scientifica o dell’impegno politico-civile. In questi casi, molti mi dicono: ma chi te lo fa fare? E io dico: lo faccio perché sento di doverlo fare.

Il lato oscuro della violenza contro le donne

Il lato oscuro della violenza contro le donne

Se analizziamo lo stillicidio quasi quotidiano di atti violenti contro la donna, che a me lascia, al di là dello sdegno, una profonda tristezza, vediamo che spesso alla base c’è il movente della gelosia.  

Il Nobel della Pace all’Europa? E’ un premio a metà

Il Nobel della Pace all’Europa? E’ un premio a metà

L’Unione Europea ritira oggi il premio Nobel per la pace. Sarebbe contento Emanuele Kant, che credette nella pace non come utopia filosofica, ma come progetto da realizzare. Sotto la lapide che reca incisa la sua frase più famosa (“Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”), il filosofo tedesco dorme da più di due secoli nella sua tomba nel duomo di Kaliningrad, e  non ha mai saputo che la sua natìa Konigsberg, allora in terra prussiana, sarebbe stata conquistata dall’Armata Rossa nel 1945 e sarebbe stata annessa all’Unione Sovietica, mentre i cittadini tedeschi fuggivano o venivano uccisi. Soltanto una delle innumerevoli violenze portate dalle guerre che si sono combattute in Europa per tanti e tanti secoli.

Se il paziente fa causa al medico

Se il paziente fa causa al medico

Nell’antica tradizione cinese, se l’ammalato moriva il medico non veniva pagato. Una consuetudine che tradiva un rapporto puramente commerciale tra paziente e medico, perché sottintendeva che se l’esito era la morte, con tutta evidenza il medico non si era impegnato abbastanza, o non aveva dimostrato la necessaria competenza. Nello stesso tempo, era anche un atto fideistico nella scienza medica: la medicina “doveva” guarire, perché lo “poteva”.