Parliamone per capire

di Umberto Veronesi

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Umberto Veronesi (1925-2016), medico e ricercatore, ha dedicato la vita allo studio e alla cura dei tumori, in particolare alle terapie conservative per i tumori del seno. E' stato Ministro della Sanità e Senatore del Parlamento Italiano. Ha dato vita alla Fondazione che porta il suo nome. Profondamente persuaso che la scienza possa migliorare il mondo in cui viviamo, questo blog, che ha aggiornato per cinque anni con 200 post, ha ospitato il suo pensiero sulla società, la scienza e il nostro futuro.

Coccolare i malati è un dovere

Coccolare i malati è un dovere

Adesso qualcuno ha deciso che è ora di smettere di viziare e coccolare i malati. L’esordio di questo nuovo corso c’è stato in provincia di Cremona, all’ospedale di Santa Maria di Rivolta d’Adda e all’Ospedale Maggiore di Crema: i pazienti dovranno comprarsi l’acqua minerale (40 centesimi la bottiglietta), a colazione non avranno più yogurt o marmellata, e per il pranzo e la cena dovranno farsi portare da casa olio, sale, aceto e parmigiano. La notizia è così inaspettata e curiosa che ha colpito l’attenzione anche del corrispondente da Roma del giornale francese Le Quotidien de Medecin.

Dieci secondi che possono salvare la vita

Dieci secondi che possono salvare la vita

Vien da dire ”che cosa sono dieci secondi di fronte all’eternità”, ma se i dieci secondi  servono a un apparecchio sofisticato come quello della TAC a salvare la vita, quell’attimo diventa un momento fondamentale della nostra esistenza. Da medico che per 50 anni ha combattuto il tumore, chiedo dieci secondi del vostro tempo.

Se ami la pace, clicca e fai cliccare

Se ami la pace, clicca e fai cliccare

Si fa presto a dire che si ama la pace.  Una parola nobile, come nobili sono i motivi che ci spingono a difenderla e a sostenerla. Ma non sempre ci ricordiamo che dietro a questa parola non c’è soltanto l’assenza delle distruzioni e delle infinite ferite morali e sociali che essa comporta.  Pace vuol dire avere un lavoro, sognare concretamente un avvenire per i nostri figli, avere scuole e asili.

Quel brutto vizio di rassegnarsi

Quel brutto vizio di rassegnarsi

Se succede, spostandovi in altre città, date un’occhiata al giornale locale: vi troverete le storie minime che i grandi giornali non trattano. La storia minima che vi voglio raccontare è quella di una vecchietta, ricoverata in una casa di riposo,  che da qualche mese diventava sempre più magra e spesso aveva la febbre. “E l’età” dicevano al figlio, anziano anche lui, quando andava a trovarla. Lui, un uomo, non le aveva mai alzato la camicia sulla schiena. L’avesse fatto, avrebbe trovato ciò che infine trovò uno specialista che aveva fatto intervenire: orribili ed estese piaghe da decubito, che ormai avevano fatto infezione. In condizioni ormai gravissime, la povera vecchia è stata portata all’ospedale.

Questa la rivoluzione che cambierà il nostro modo di vivere

Questa la rivoluzione che cambierà il nostro modo di vivere

Pensate se invece di perseguitare Galileo i “poteri forti” della sua epoca avessero indetto una specie di concilio delle conoscenze, radunando gli scienziati di Europa e Asia e chiedendogli di esaminare il mondo presente e quello futuro alla luce della nuova scoperta scientifica. Il fascino, il mistero e insieme la concretezza di un mondo che fa una svolta, che ridisegna le prospettive, è il pensiero che mi viene considerando la straordinaria occasione che tra qualche settimana farà incontrare (a Venezia nella Conferenza “The Future of Science”) in un summit di livello mondiale scienziati di ogni disciplina: medici, biologi molecolari, chimici, informatici, astrofisici, esperti d’ingegneria dei materiali, fisici, sociologi.

Anche contro il fumo sono contro ogni proibizionismo

Anche contro il fumo sono contro ogni proibizionismo

Tra pochi anni in Australia aumenterà il gap generazionale tra i giovani e gli altri. Perché chi verrà visto con la sigaretta o con la pipa tra le labbra sarà immediatamente riconoscibile  come “nato prima dell’anno 2000”.  E’ quello che succederà se passerà una legge presentata in questi giorni al Parlamento australiano, secondo la quale tutti i cittadini nati dopo il 2000 non potranno fumare. La proposta è arrivata dalla Tasmania e ha trovato terreno fertile in un Paese che si è impegnato a fondo contro il fumo, al punto che i pacchetti di sigarette in commercio sono tutti uguali, senza più marchio né colori né disegni, e portano soltanto l’avvertimento sui pericoli del fumo. Con tutta evidenza, l’Australia persegue una palingenesi, vuole arrivare a un Paese completamente libero dal fumo. Poteva imporre un divieto totale, ma ha dribblato abilmente  i problemi che si sarebbero presentati. E’ prevedibile infatti che nessuno protesterà, perché chi ha già l’età per essere fumatore continuerà a fumare indisturbato, e tutti gli altri sono ragazzini.

Ma si sposavano i Goti e i Visigoti?

Ma si sposavano i Goti e i Visigoti?

Bravo, Pisapia! Ha capito che una grande città come Milano non poteva rimanere assente dall’iniziativa di istituire il registro delle unioni civili. Adesso, con Milano, Napoli, Palermo e una ventina di città più piccole, va pian piano aumentando l’area delle realtà locali che chiedono una svolta, e forse siamo più vicini a una legge che riconosca e tuteli le cosiddette “famiglie di fatto”.

Il diritto di sentirsi belli

Il diritto di sentirsi belli

Immorale e abominevole che l’Italia non sia contro la tortura

Immorale e abominevole che l’Italia non sia contro la tortura

In Italia sono 25 anni che destra e sinistra rinviano all’infinito una legge sulla tortura, e non si capisce il perché. E’ dal 1987 che l’Europa ha invitato gli Stati membri a ratificare la convenzione contro la tortura, ma l’Italia continua ad essere inadempiente. Unica  debole salvaguardia, l’articolo 13 della Costituzione, che vieta tassativamente ogni maltrattamento alle persone in stato di detenzione. Un articolo che era stato ispirato a Lelio Basso dagli scritti di Filippo Turati, ma che di fatto viene reso inapplicabile dall’omertà che circonda i pestaggi punitivi regolarmente applicati in carcere dopo i tentativi di rivolta, e i maltrattamenti ai singoli detenuti (o peggio come è accaduto a decine di manifestanti nella scuola Diaz di Genova).

I motori diesel sono veramente cancerogeni?

I motori diesel sono veramente cancerogeni?

La notizia data dai giornali è apodittica: l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha incluso i gas di scarico dei motori a diesel tra i “cancerogeni certi”. Quindi si è proposto di sequestrare tutti i veicoli a diesel. Ecco un modo sbagliato di informazione, dovuto a quel corto circuito che scatta quando due mondi così diversi, quello della scienza e quello dei mass media, vengono a contatto. La scienza usa un linguaggio complesso e parla di fenomeni complessi, mentre i media amano un linguaggio semplificato al massimo ed espongono una realtà ridotta al minimo nella sua articolazione. Capita così che le notizie, per i mass media, oscillino tra due estremi: da una parte il miracolo che risolverà tutto, dall’altra parte la catastrofe imminente. Io li chiamo “Falsi allarmi” non perché destano preoccupazioni infondate, ma perché esaminando le prove a favore o contro, revisionando il significato di statistiche che possono essere inficiate da un elemento in più che vi s’introduce, non si arriva ad alcuna certezza, ma anzi si aprono via via nuovi quesiti.