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L’azienda offre sostegno al progetto “Pink is good” contro il tumore al seno. E il suo contributo è destinato alla ricerca della studiosa Maria de Pilar Camacho-Leal

Osella entra in campo e si colora di Pink

Ogni anno, in Italia, 48.000 donne si ammalano di tumore al seno. La ricerca scientifica ha compiuto passi da gigante: oggi, infatti, guarisce oltre il 90% delle donne a cui il tumore è stato diagnosticato in fase iniziale. Dall’impegno decennale di Fondazione Veronesi nasce il progetto “Pink is good”, rosa è buono, rosa è bello, che si pone come obiettivo quello di battere definitivamente il tumore al seno.

“Pink is good” per la Fondazione significa promuovere la prevenzione, indispensabile per individuare la malattia nelle primissime fasi, e fare informazione sul tema in modo serio, accurato, aggiornato. “Pink is good” per la Fondazione è anche sostegno concreto alla ricerca, grazie al finanziamento di borse e progetti di ricerca per medici e scienziati che hanno deciso di dedicare la loro attività allo studio e alla cura del tumore al seno. Tutto ciò può essere fatto grazie al vostro sostegno e a quello delle aziende nostre donatrici.

E' questo il caso di Osella, società che opera nel settore della produzione e commercializzazione di formaggi e latticini. Per quattro mesi, a partire da inizio giugno, l'azienda sosterrà la Fondazione attraverso la vendita del prodotto “Linea Osella”. In particolare, attraverso il ricavato, Osella sosterrà la ricerca di Maria de Pilar Camacho-Leal. Maria si occupa proprio di quel cancro che l’ha colpita lo scorso anno, in maniera non invasiva.

Ma la scelta dello studio era precedente. La drammatica “coincidenza” ha messo la ricercatrice nella condizione di essere cavia di se stessa. «Per fortuna gli effetti collaterali della terapia non sono eccessivi e mi hanno sempre permesso di lavorare - afferma Maria, che grazie a una borsa di ricerca erogata dalla Fondazione Umberto Veronesi svolge la sua attività nei laboratori del Centro di biotecnologia molecolare dell’Università di Torino -. Il contraccolpo c’è stato, lo shock, ma la lucidità e la concentrazione non sono mai venute meno. Così sono andata avanti, tanto nella lotta personale alla malattia quanto nella sfida che si gioca in laboratorio». Grazie al contributo di Linea Osella ora la ricercatrice studierà per comprendere le interazioni tra due proteine (HER-2 e p130Cas) che, separatamente, hanno un ruolo che favorisce l’insorgenza del tumore al seno, prima causa di mortalità nelle donne occidentali di mezz’età. Fine ultimo del progetto, da completare entro l’anno,  sarà quello di valutare come questi due agenti operino insieme. La scoperta permetterà di mettere a punto una nuova strategia terapeutica che renda possibile andare oltre la resistenza ai farmaci che le cellule tumorali talvolta sviluppano.

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