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Alimentazione

E' di moda la drunkoressia ma voi evitatela

pubblicato il 08-02-2012
aggiornato il 18-01-2017

Aperitivi e superalcolici bevuti come acqua fresca dai giovani fra i 16 e i 24 anni dopo una giornata di volontaria astensione dal cibo. Gli esperti mettono in guardia

E' di moda la drunkoressia ma voi evitatela

Aperitivi e superalcolici bevuti come acqua fresca dai giovani fra i 16 e i 24 anni dopo una giornata di volontaria astensione dal cibo. Gli esperti mettono in guardia: gli alcolici fanno incamerare con più facilità le calorie di stuzzichini e prodotti poco gratificanti per la linea e causano danni irreparabili al fegato

Cresce in Italia, sull’onda del trend dietetico dei campus statunitensi dove è già una moda pericolosa, la ‘drunkoressia’. Termine coniato dai giornalisti statunitensi del ‘New York Times’, identifica una abitudine che è un misto di etilismo e anoressia. Ha trovato presa e si è diffusa fra i giovani tra i 16 ed i 24 anni, ed in particolare fra le ragazze, i quali scelgono di astenersi volontariamente dal cibo per preparasi agli aperitivi e sballi notturni senza correre troppi rischi per la linea.

IL FENOMENO– Si mangia poco, fino ad arrivare anche a digiunare in maniera ossessiva, per potere assumere forti quantità di alcolici. A favorire lo sviluppo di questa moda, attecchita soprattutto negli ultimi dieci anni, sono stati anche i nuovi modelli del bere giovanile. Primo fra tutti il binge drinking, la tendenza a bere a ritmi compulsivi ed in poche ore più alcolici insieme (birra, breezer, alcool, superalcolici), visti come mezzo facile per favorire le capacità di relazione, grazie ad una maggiore disinibizione, loquacità, euforia e farsi accettare dal gruppo.

I RISCHI– Ma dietro l’angolo sono diverse le insidie. «Assumere zuccheri attraverso l’alcol per procurarsi senso di sazietà – spiega Emanuele Scafato, dell’Osservatorio Nazionale Alcol CNESPS - significa apportare all’organismo calorie prive di qualsiasi valore nutrizionale e che fanno far aumentare l’assorbimento degli alimenti consumati in occasione degli aperitivi». L’alcool favorisce, infatti, la maggiore permeabilità della parete gastrica, ma soprattutto consente all’alcol che non trova il filtro del cibo di entrare in circolo immediatamente, rendendolo l’organo più sensibile a sviluppare steatosi epatica (il fegato grasso), cirrosi e tumore. «Sono più a rischio per lo sviluppo di queste sintomatologie le ragazze - continua Scafato – poiché la donna metabolizza l'alcol più lentamente». Inoltre, per quella componente di anoressia insita nell’abitudine della ‘drunkoressia’, aumenta nelle ragazze anche la percentuale di rischio per osteoporosi, alterazioni cardiache e amenorrea.

PREVENZIONE– Educare gli adolescenti alle conseguenze di un uso smodato di alcolici e combattere la cultura dello “sballo”, vale a dire di un divertimento possibile solo se associato a comportamenti eccessivi e trasgressivi. È questa la raccomandazione degli esperti per una buona prevenzione e contenimento della ‘drukoressia’. Dunque stop a tutti gli alcolici e per tutti? No, se assunti con moderazione e tenendo conto del sesso e dell’età del bevitore. «Gli alcolici vanno banditi sotto i 15 anni – conclude Scafato - perché il metabolismo non è sufficientemente sviluppato e l’apparato digerente ancora incapace di smaltire l’alcol che risulta così più tossico, mentre è bene limitarsi a un bicchiere fra i 16 e i 20 anni e oltre i 65». Chiare le indicazioni dall’OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità) per gli adulti: 2 dosi di alcol al giorno per gli uomini (una dose equivale a un bicchiere da pasto di vino o a una lattina di birra o a un bicchierino di superalcolico) e 1 dose al giorno per la donna.

Francesca Morelli


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