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Alimentazione
Donatella Barus

Infezioni alimentari: resistenza agli antibiotici ancora alta

pubblicato il 01-04-2022

Gli ultimi dati europei mostrano livelli alti di resistenza agli antibiotici in Salmonella e Campylobacter, le più diffuse cause di infezioni alimentari

Infezioni alimentari: resistenza agli antibiotici ancora alta

Il problema della resistenza agli antibiotici resta elevato anche nelle più comuni fonti di infezioni alimentari in Europa, i batteri Salmonella e Campylobacter. Quest’ultimo in particolare continua a mostrare una resistenza molto alta ad alcuni fra gli antibiotici più usati, e non è una bella notizia se si considera che si tratta del batterio responsabile della campilobatteriosi, la più diffusa tossinfezione alimentare in Europa nel 2020 e la più diffusa fra le zoonosi, ovvero le malattie che si possono trasmettere fra animali ed esseri umani.

 

IL MONITORAGGIO IN EUROPA

Il dato proviene dall’ultimo rapporto diffuso dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e l’Autorità per la sicurezza alimentare (EFSA). In particolare, si legge nel rapporto che il Campylobater sia negli uomini sia nel pollame resta molto poco trattabile con la ciprofloxacina, un antibiotico della famiglia dei fluorochinoloni. La resistenza ai fluorochinoloni sembra essere aumentata in alcune tipologie di Campylobacter e anche nel tipo più comune di Salmonella, la S. Enteritidis. Tanto negli uomini quanto negli animali. A seconda dei paesi e degli agenti patogeni, ci sono anche situazioni in cui si registrano miglioramenti: è il caso della resistenza alle tetracicline e all’ampicillina in Salmonella isolata in esseri umani, diminuita in una decina di paesi fra il 2016 e il 2020. Ciononostante, avvertono gli autori, la resistenza batterica a questi antibiotici è ancora alta sia nelle persone sia negli animali da allevamento. In Italia, il rapporto segnala fra le altre cose un dato molto superiore alla media europea di resistenza all’ampicillina e alla cefotaxime per la Salmonella Infantis.

 

I SUPER ANTIBIOTICI DA TENERE SOTT'OCCHIO

Osservati speciali, gli antibiotici chiamati carbapenemi, che sono considerati farmaci “di ultima istanza” e una riduzione della loro efficacia sarebbe una grande preoccupazione: al momento i casi di resistenza in infezioni diffuse come quella da Escherichia coli e da Salmonella negli animali da allevamento restano molto rare.

 

I RISCHI PER LA SALUTE PUBBLICA

Il monitoraggio delle infezioni alimentari e della resistenza agli antibiotici è fondamentale. I microrganismi resistenti alle terapie antimicrobiche, infatti, sono in aumento, per un insieme di cause complesse. La resistenza è un fenomeno naturale, accelerato però da un uso eccessivo e scorretto dei farmaci e aggravato dalla carenza di nuovi antibiotici. Il tutto si traduce in un rischio enorme per la salute pubblica, poiché molte terapie perdono efficacia e molte procedure mediche diventerebbero più pericolose, se la protezione dalle infezioni fosse compromessa.

 

SICUREZZA ALIMENTARE E ANTIBIOTICORESISTENZA

In Europa l’uso medico di antibiotici è calato del 23 per cento fra il 2011 e il 2020, in modo consistente con la pandemia. Nello stesso periodo, negli animali da allevamento si registra un calo dell’utilizzo del 43 per cento in 25 paesi. Ma avvertono gli esperti, il problema resta grave ed è necessario lavorare ancora per ridurre il ricorso non necessario agli antibiotici. Come ricorda l’Autorità per la sicurezza alimentare, se l’antibioticoresistenza «insorge in batteri zoonotici presenti in animali e cibi, può persino compromettere l’efficacia delle terapie delle malattie infettive nell’uomo». Ecco perché i responsabili delle politiche di sicurezza alimentare «devono tutelare i consumatori dai rischi connessi alla filiera alimentare e attuare le migliori misure di controllo per ridurre tali rischi» mentre gli scienziati devono continuare a esaminare «i fattori che possono favorire lo sviluppo di batteri resistenti agli antimicrobici negli alimenti e negli animali, allo scopo di fornire adeguata consulenza scientifica alle istanze decisionali».

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Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il Magazine della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (BUR Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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