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Italia promossa nelle donazioni di sangue

pubblicato il 05-03-2014
aggiornato il 01-02-2017

Aumentano i donatori e le donazioni. Basilicata regione più virtuosa, Lombardia con più volontari. Fondamentali le associazioni

Italia promossa nelle donazioni di sangue

Sangue artificiale: un traguardo ancora lontano

Chi può donare? Quali sono i requisiti necessari?


Sono i numeri a certificare il successo: in 12 anni i prelievi sono aumentati di oltre il 50 per cento. Non solo, da un milione e 288 mila donatori si è passati, nonostante il progressivo invecchiamento della popolazione, a un milione e 740 mila. E’ questa la confortante fotografia sulle donazioni di sangue fornita nelle scorse settimane dall’Istituto Superiore di Sanità. Ancora molto però rimane da fare. L’obbiettivo del sangue artificiale è ancora lontano. Ecco perché è vietato abbassare la guardia.

 

NUMERI

«Gli italiani –spiega Vincenzo Saturni, presidente nazionale dell'Avis (Associazione Volontari Sangue), sono tra i migliori donatori di sangue in Europa. L'80 per cento di loro lo fa periodicamente e con costanza, consentendo così maggiore sicurezza al paziente che riceverà la trasfusione e favorendo, nel volontario, l'assunzione di un stile di vita sano e consapevole che ottimizza il funzionamento di tutto il sistema di raccolta». Con oltre 256.000 persone la Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di donatori di sangue.

Ma, rispetto alla popolazione residente, quella con la percentuale più alta di donatori è la Basilicata (5,84%), seguita da Umbria (5,44%) ed Emilia Romagna (5,43%). «Un punto di forza dell'Italia, che ci vede al secondo posto in Europa, è il nostro straordinario patrimonio di fidelizzazione dei volontari, definiti dalla legge come veri e propri operatori sanitari perché concorrono al raggiungimento dell'autosufficienza nazionale» spiega Saturni.

 

IDENTIKIT

Ma chi sono gli italiani che donano? Dai dati presentati nel Libro Bianco, la pubblicazione che fotografa analisi e prospettive dell'organizzazione AVIS, la maggior parte dei donatori sono uomini, lavoratori dipendenti, di età tra i 26 e i 55 anni. A questa grossa fetta si aggiungono un numero sempre più crescente di giovani e studenti, donne, disoccupati e cittadini di origine straniera. Piccolo e curioso dato: il quattro per cento dei donatori è disposto a fare più di 30 chilometri per donare. Di fondamentale importanza, per il raggiungimento di questi risultati, sono le associazioni. E’ grazie a loro se oggi l’Italia raggiunge l’autosufficienza per i circa 2,4 milioni di unità di sangue necessari ogni anno negli ospedali.

 

NON TUTTI I MESI SONO UGUALI

Attenzione però a non abbassare la guardia: la carenza di sangue nei mesi estivi è purtroppo un dato di fatto: in Italia in questi mesi, ma sempre più anche nel corso dell'intero anno, si rilevano forti diminuzioni nella raccolta di sangue mentre il bisogno di emocomponenti rimane stabile. La partenza per le vacanze contribuisce a interrompere i consueti flussi di raccolta. E' necessario quindi disporre di un adeguato numero di donatori periodici sui quali poter contare tutto l'anno, festività e vacanze comprese.

@danielebanfi83

Daniele Banfi
Daniele Banfi

Giornalista professionista è redattore del sito della Fondazione Umberto Veronesi dal 2011. Laureato in Biologia presso l'Università Bicocca di Milano - con specializzazione in Genetica conseguita presso l'Università Diderot di Parigi - ha un master in Comunicazione della Scienza. Collabora con diverse testate nazionali.


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