Cardiologia

Donare sangue: in estate è ancora più importante

pubblicato il 26-07-2019

Le alte temperature degli ultimi giorni hanno fatto crollare le scorte di sangue in diverse regioni. Da ospedali e associazioni l'invito a donare prima di andare in vacanza

Donare sangue: in estate è ancora più importante

Né più né meno di altri anni. Anche quest'estate, alle porte di agosto, si rinnova l'appello a donare il sangue prima di andare in vacanza. Le temperature elevate degli ultimi giorni hanno infatti eroso le scorte in molte regioni italiane. Carenze sono segnalate in diverse province della Valle d'Aosta, della Toscana, dell'Umbria, del Lazio, della Sardegna, della Puglia e della Sicilia. Nei giorni scorsi il sistema informativo in cui le regioni inseriscono ogni giorno il proprio fabbisogno e le unità eventualmente disponibili segnalava richieste per 235 sacche. A fronte di una disponibilità per la «compensazione» di appena 60.


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L'APPELLO PRIMA DELLE VACANZE

Da qui l'appello diffuso dal Centro Nazionale Sangue, che invita chi può a donare prima di partire per le vacanze. Un appello senza limiti geografici, proprio per contribuire a creare scorte utili eventualmente a compensare il deficit che potrebbe registrarsi nelle regioni maggiormente prese d'assalto dai turisti. Per far fronte alle carenze, si sono attivate anche le associazioni, con iniziative di richiamo nei confronti dei propri iscritti. «I pazienti non vanno in vacanza - sottolinea Paolo Monorchio, portavoce del coordinamento delle Associazioni e Federazioni nazionali dei donatori di sangue -. Auspichiamo una risposta responsabile da parte dei cittadini, anche se la vera sfida del sistema è assicurare in ogni periodo dell’anno le disponibilità di sangue ed emocomponenti per garantire le oltre ottomila trasfusioni ogni giorno effettuate nel Paese».

DIECI COSE DA SAPERE SULLA
DONAZIONE DI SANGUE 

A CHI SERVE IL SANGUE CHE DONIAMO? 

In quasi tutti gli ospedali, ad agosto, non saranno fissati interventi chirurgici programmabili per lasciare spazio a quelli in urgenza (trapianti, traumi, emorragie). Una scelta attuata ormai da diversi anni, alla cui base c'è la volontà di non ritrovarsi in difficoltà per la carenza di medici e per il possibile deficit di sangue (alcune procedure operatorie arrivano a richiedere anche trenta sacche nell'arco di un paio d'ore). Oltre agli eventi imprevisti, ce ne sono altri costanti, ma non per questo differibili. È il caso delle trasfusioni che richiedono i pazienti colpiti da una leucemia, i talassemici o chi è affetto da altre emoglobinopatie. Altre circostanze che possono rendere necessario il ricorso a una trasfusione di sangue sono le complicanze emorragiche durante il parto e la nascita di un neonato prematuro. In ambito oncologico, invece, la chemioterapia e il trapianto di cellule staminali autologhe. Una causa, quest'ultima, che ha spinto i medici e gli infermieri dell'Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli a rendersi protagonisti di una campagna («Non buttare il sangue, donalo») per rimarcare l'importanza di compiere questo gesto anche per tutti quei pazienti alle prese con le terapie.


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NON CI SONO RISCHI PER CHI DONA 

Sottoporsi a una donazione di sangue non comporta rischi per la (propria) salute. La quantità prelevata nel corso di una donazione - quella completa dura dieci minuti, ci vuole invece un'ora per una procedura di aferesi: con cui si possono prelevare singole componenti del sangue - non è mai superiore a 500 millilitri e ogni adulto ha nel suo corpo un volume di sangue compreso tra quattro e sei litri. La riduzione del volume di sangue circolante e del numero di globuli rossi (deputati al trasporto di ossigeno) sono due fenomeni ben tollerati da una persona in salute, come deve essere ogni donatore (che viene sottoposto a controlli periodici prima della donazione), chiamato a presentarsi in un centro trasfusionale dopo aver consumato una colazione leggera e di assumere abbondanti quantità di acqua (non di altre bevande) nelle ore immediatamente successive alla donazione. Una dieta ricca di ferro e di minerali sarà utile ad accelare il completo recupero nell'arco di poche ore.

 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


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