La prima a lanciare l’allarme, all'inizio dell’emergenza, è stata la Società Italiana di Cardiologia. «Stiamo registrando una riduzione degli accessi in pronto soccorso a causa dell’infarto del miocardio - aveva ammesso il presidente, Ciro Indolfi -. Temiamo che i pazienti stiano rinunciando a richiedere i soccorsi per la paura del contagio». Soltanto un’ipotesi, nella prima decade di marzo, che sulla base dell’esperienza accumulata nel mese successivo sembra essersi consolidata. Sono ormai diversi gli ospedali italiani che segnalano un drastico calo di questi pazienti. E, di conseguenza, delle procedure messe in atto per curarli. Un problema non da poco, che nel futuro prossimo rischia di «portarci a constatare che, nel picco della pandemia di coronavirus, tante persone sono morte anche a causa di altri problemi di salute», è quanto dichiarato da Paolo Veronesi, nel corso del primo webinar del ciclo «Verso il Futuro», organizzati da Fondazione Umberto Veronesi.
Infarto: la paura del Covid-19 allontana i pazienti dall'ospedale
Quasi dimezzato (apparentemente) il numero di pazienti colpiti da un infarto. Gli esperti invitano a non rimandare le cure
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