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Cardiologia

Ondate di calore e inquinamento: ecco come difendersi

pubblicato il 18-07-2019

D'estate ai rischi del caldo si aggiungono quelli dell'inquinamento, specie nelle aree urbane. Il fenomeno delle "isole di calore" in città. Le raccomandazioni utili del Ministero

Ondate di calore e inquinamento: ecco come difendersi

Le ondate di calore estivo rappresentano un rischio per la salute ben noto. Ma a quelli delle temperature si aggiungono gli effetti nocivi dell’inquinamento, che soprattutto nelle città e soprattutto su alcune categorie di persone più fragili rappresentano una combinazione micidiale, che merita attenzione. Il Ministero della Salute ha affrontato l’argomento pubblicando nel mese di luglio un aggiornamento delle linee di indirizzo rivolte agli operatori sanitari, dedicando dei nuovi approfondimenti al tema dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento urbano e al fenomeno delle “isole di calore” nelle città.

L'ITALIA E GLI EFFETTI DEL CALDO ESTIVO

Il nostro è un Paese esposto a i danni delle ondate di calore, come tutta l’Europa meridionale. Aumentano gli eventi meteorologici cosiddetti “estremi” dovuti a temperature elevate, siccità o a piogge, e peggiora la qualità dell’aria. Le previsioni non invitano all’ottimismo: si stima per la fine del secolo un aumento delle temperature compreso tra 1,6 e 5,1 gradi centigradi. La differenza la farà la quantità di emissioni di gas serra.

IL NESSO FRA INQUINAMENTO E CLIMA

In che modo il cambiamento climatico influisce sull’inquinamento e come cambiano gli effetti degli inquinanti nei periodi più caldi? È una relazione complessa, che vede molti fattori combinarsi fra loro. Ad esempio, consumiamo più energia per climatizzare case e uffici (e dunque aumentano le emissioni nocive), aumenta l’inquinamento da polveri, dovute anche agli incendi, più frequenti in estate, inoltre il meteo estivo (alta pressione, radiazione solare elevata, temperatura elevata) influisce sulla distribuzione e sulla composizione degli inquinanti nell’aria. A tutto ciò si aggiungono gli adattamenti fisiologici del corpo che per regolare la temperatura aumenta la frequenza respiratoria e l’afflusso di sangue periferico, rendendoci più esposti agli inquinanti ambientali, e le abitudini quotidiane come le finestre aperte che lasciano entrare negli ambienti indoor una quantità di smog maggiore rispetto ai periodi invernali. Le temperature elevate comportano un’intensificazione anche nella produzione di pollini che possono dare problemi respiratori, con un livello di sensibilizzazione allergica peggiorato dall’azione degli inquinanti nell’aria.

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GLI EFFETTI PER LA SALUTE

L’inquinamento atmosferico è responsabile ogni anno in Italia di circa 30.000 decessi (800.000 in Europa) solo per il particolato fine (PM 2.5), pari al 7% di tutti i decessi. Diversi studi hanno evidenziato effetti sulla mortalità e sull’incidenza di infarti del miocardio, ictus, tumori del polmone e di altri organi, malattie respiratorie (il 60 per cento dei casi nei bambini è legato all'inquinamento), ma anche neurologiche e metaboliche.

IL FENOMENO "ISOLA DI CALORE" IN CITTÀ

Come sa chi vive nelle città d’estate, le aree urbane sembrano particolarmente colpite dall’aumento delle temperature. Il fenomeno è reale e gli esperti lo chiamano “isola di calore” (Urban heat island-UHI). Avviene perché l’asfalto e i materiali con cui sono costruiti gli edifici, che insieme ricoprono la gran parte della superficie urbana, ostacolano la traspirazione e la dispersione notturna del calore accumulato durante il giorno. Anche la poca ventilazione riduce lo scambio termico, a cui si aggiunge la più alta concentrazione di polveri sottili e di ozono. La speranza? Il verde. Come ricordano le linee guida del Ministero, infatti, una risposta al fenomeno delle isole di calore urbane è la presenza di aree verdi: “un solo albero può raffreddare per una potenza di 20-30KW e un’area verde urbana di 1500 mq raffredda in media 1,5 °C e a mezzogiorno 3°C e diffonde i suoi effetti a 100 metri di distanza”.

LE RACCOMANDAZIONI

La buona notizia è che una parte importante dei danni dovuti all’interazione fra caldo e inquinamento si possono prevenire. Ecco i consigli dettati dalle linee guida del Ministero:

Per tutti:

  • Informarsi sui livelli di inquinamento in particolare per PM10 e Ozono sui siti delle ARPA regionali
  • Curare la pulizia del filtro del condizionatore
  • Durante i picchi di inquinamento (PM e Ozono) tenere le finestre chiuse
  • Ridurre l'esposizione in casa a polveri, fumo di sigaretta, candele o incensi, ecc. che possono peggiorare i sintomi respiratori, in particolare nei giorni con scarsa qualità dell’aria
  • In macchina, se disponibile, utilizzare il climatizzatore che attraverso il filtro antiparticolato (da pulire almeno una volta all’anno) contribuisce a ridurre a ridurre l’esposizione a inquinanti da traffico
  • Durante i picchi di inquinamento, ricordarsi di tenere a portata di mano le medicine per evitare un peggioramento dell’asma o della BPCO

E per categorie speciali, durante i picchi di inquinamento:

  • Neonati e bambini piccoli: limitare il tempo passato all’aria aperta, scegliere luoghi di gioco lontani da zone a traffico intenso
  • Donne in gravidanza: limitare il tempo all’aperto specialmente nelle donne con patologie ostetriche (es. preeclampsia, ipertensione) soprattutto il primo trimestre e le ultime settimane di gestazione
  • Persone anziane: limitare il tempo passato all’aperto; Preferire i luoghi di soggiorno o ricreativi lontani da strade a traffico intenso
  • Persone con patologie cardiovascolari: monitorare la pressione arteriosa ed evitare di uscire durante i picchi di inquinamento (in particolare PM e ozono); curare l’aderenza alle terapie per evitare complicanze
  • Persone con patologie respiratorie: quando la qualità dell’aria è scarsa, evitare sforzi fisici prolungati all’aperto e monitorare sintomi come tosse e dispnea, irritazione degli occhi e cutanea; curare l’aderenza alle terapie per evitare complicanze
  • Lavoratori all’aperto: evitare sforzi fisici intensi all’aperto, in particolare se si soffre di una patologia respiratoria, allergica o cardiovascolare; usare i dispositivi di protezione individuale per ridurre l’esposizione occupazionale a inquinanti dell’aria nelle categorie professionali più esposte sia outdoor che indoor (es. vigili urbani, industria alluminio, cokerie, asfaltatori, fonderie di acciaio, costruttori di tetti).
Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il Magazine della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (BUR Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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