Da non perdere

Ok anche in Italia al vaccino AstraZeneca contro il Covid-19

pubblicato il 01-02-2021
aggiornato il 24-02-2021

Dopo il via libera in Europa anche l'AIFA autorizza il vaccino AstraZeneca contro le infezioni sintomatiche da Covid-19. Ha un'efficacia inferiore (60%) rispetto a Pfizer-BioNtech ma è di più facile gestione

Ok  anche in Italia al vaccino AstraZeneca contro il Covid-19

Seguendo le indicazioni dell’EMA, l’ente regolatorio europeo sui farmaci, anche l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ha autorizzato il vaccino AstraZeneca per la prevenzione della malattia COVID-19. Si tratta del terzo vaccino anti-Covid19 approvato per l’uso nel nostro paese, dopo il farmaco Pfizer-BioNTech e Moderna.

 

IL NUOVO VACCINO

È un arrivo atteso e auspicato, vista l’emergenza pandemica e le difficoltà di approvvigionamento delle dosi necessarie per un reale avvio di una campagna vaccinale di massa. Resta da comprendere come verrà utilizzato e a chi sarà destinato nella strategia di immunizzazione il vaccino ChAdOx1-S, sviluppato da AstraZeneca e Università di Oxford (nella foto, By Whispyhistory - Own work, CC BY-SA 4.0). Il farmaco, rispetto ai due predecessori, ha mostrato una efficacia inferiore e evidenze limitate nelle persone con più di 55 anni. «L’arrivo di un terzo vaccino rappresenta un importante contributo alla campagna vaccinale in corso» ha dichiarato il Direttore generale di AIFA Nicola Magrini, aggiungendo che l’Agenzia ha fornito le indicazioni sull’uso dei diversi vaccini nell’ambito della campagna per ottimizzare il risultato. Secondo le valutazioni di EMA e AIFA il vaccino AstraZeneca ha un’efficacia del 59,5% nella riduzione delle infezioni sintomatiche da Covid-19. Inferiore, quindi a quella dei vaccini Pfizer-BioNTech (95%) e Moderna (94%), anche se, ha spiegato AIFA «la comparazione tra i tre vaccini è difficile, tenuto conto delle diversità delle popolazioni studiate e della necessità di completare gli studi».

 

CONSERVAZIONE

Dalla sua, il nuovo arrivato ha il vantaggio di una più semplice gestione, trasporto e maneggevolezza poiché può essere conservato a temperature da frigorifero, a differenza del suo predecessore che richiede una speciale catena del freddo per essere conservato fra -90 e -60 gradi.

 

I LIMITI DI ETÀ?

Un punto cruciale sono le persone che potranno beneficiare dell’immunizzazione con il vaccino AstraZeneca. Infatti, in una prima analisi gli studi clinici che hanno portato alla registrazione del farmaco non sembravano fornire dati soddisfacenti sui soggetti con più di 55 anni, peraltro poco rappresentati nei tria. Ecco perché il comitato tecnico-scientifico AIFA dai 18 anni in poi non ha posto limiti di età, ma ha raccomandato di utilizzare preferibilmente i vaccini a mRNA nei soggetti anziani o più fragili, e in una prima fase ha raccomandato di usare il vaccino AstraZeneca per persone fra i 18 e i 55 anni, «in attesa di acquisire ulteriori dati». Una nuova circoalre datata 22 febbraio 2021 ha invece esteso la possibilità di “offrire il vaccino fino ai 65 anni (coorte 1956) compresi i soggetti con condizioni che possono aumentare il rischio di sviluppare forme severe di COVID-19” ma "ad eccezione dei soggetti estremamente vulnerabili”. Il Ministero della Salute precisa che "le nuove evidenze scientifiche riportano dati di immunogenicità in soggetti di età superiore ai 55 anni e stime di efficacia del vaccino superiori a quelle precedentemente riportate"**.

 

COME FUNZIONA

Il vaccino AstraZeneca funziona su basi assai diverse rispetto ai vaccini a mRNA già approvati in Italia contro Covid-19. Utilizza un adenovirus modificato che contiene il gene per la produzione della proteina spike SARS-CoV-2, necessaria al virus che provoca l'infezione da Covid-19 per entrare nelle cellule dell'organismo. L'adenovirus non è in grado di riprodursi e non può provocare malattia, ma agisce da vettore. Il vaccino trasporta il gene fino alle cellule del corpo, che saranno quindi in grado di produrre la proteina spike, allertando così le cellule del sistema immunitario, che la riconosceranno come un nuovo "nemico"estraneo e si attiveranno per contrastarla, producendo anticorpi e attivando le cellule T. In questo modo, il sistema immunitario sarà preparato a difendersi nel momento in cui dovesse incontrare il "vero" virus SARS-CoV-2. La vaccinazione prevede la somministrazione di due dosi di farmaco, secondo EMA fra le 4 e le 12 settimane di distanza. AIFA raccomanda di somministrare la seconda dose nella dodicesima settimana (da 78 a 84 giorni dopo la prima) e comunque dopo almeno 10 settimane (63 giorni)*.

 

EFFETTI INDESIDERATI

Come tutti i vaccini, il farmaco va somministrato sotto supervisione medica. Gli effetti negativi registrati sono di lieve o moderata entità e di rapida risoluzione, perlopiù dolore e gonfiore il sede di iniezione, mal di testa, stanchezza, dolore muscolare, sensazione generale di malessere, brividi, febbre, dolori articolari e nausea. Il monitoraggio naturalmente proseguirà attraverso il sistema europeo e nazionale di farmacovigilanza.

 

*EDIT: articolo aggiornato il 10/02/2021 con le raccomandazioni AIFA sui tempi di somministrazione

** EDIT: articolo aggiornato il 24/02/2021 con le nuove indicazioni sui limiti di età raccomandati da AIFA

Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il Magazine della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (BUR Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


Articoli correlati


Commenti (0)


In evidenza

Torna a inizio pagina