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Fumo

Ecco perché e come nasce il vizio del fumo

Una mutazione genetica del recettore per la nicotina rende i soggetti portatori più vulnerabili al consumo di sigarette. Il risultato dello studio, opera dei ricercatori dello Scripps Research Institute di La Jolla (California), è stato da poco pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature.

I dati ottenuti potrebbero ora aprire nuovi interessanti scenari nella lotta alla dipendenza da fumo.

LO STUDIO

L'effetto della nicotina si esplica attraverso il suo legame con il recettore nicotinico, una struttura composta da cinque differenti subunità. Una di queste, l'alfa-5, è stata oggetto dello studio dei ricercatori statunitensi.

Dalle analisi effettuate in modelli animali è emerso che, la presenza di una mutazione che non consente la corretta espressione di questa subunità, porta a un consumo notevolmente maggiore di nicotina rispetto a chi ha la subunità normale.

Meccanismo che si arresta se, attraverso l'ingegneria genetica, viene ripristinata la corretta funzione. Come dichiara Christie Fowler, una delle principali autrici dello studio, «i nostri dati possono spiegare il fatto che persone con una variazione genetica nella sub-unità alfa-5 del recettore della nicotina sono più a rischio di dipendenza.

Conoscendo questo meccanismo è ipotizzabile lo sviluppo di nuovi farmaci per aiutare queste persone a smettere di fumare».

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