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Oncologia

Troppe donne muoiono di tumore (polmone e pancreas) per colpa del fumo

pubblicato il 01-03-2017
aggiornato il 04-08-2017

I tassi di mortalità per i tumori al polmone e al pancreas sono in calo tra gli uomini e non tra le donne, che oggi fumano di più rispetto al passato. Complessivamente, però, negli ultimi trent'anni sono stati quattro milioni in meno i decessi dovuti al cancro in Europa

Troppe donne muoiono di tumore (polmone e pancreas) per colpa del fumo

Il trend, nel suo complesso, si conferma in discesa: come accade da più di vent’anni a questa parte. Ma il numero di morti riconducibili al cancro rimarrà piuttosto alto anche nel 2017. Sono poco meno di 1,4 milioni i decessi attesi in Europa per colpa di una malattia oncologica. Un dato che, letto così, sembrerebbe ancora troppo in realtà. Ma che se analizzato più a fondo, svela due aspetti: uno positivo (il calo dei decessi complessivi: di poco superiore a quattro milioni negli ultimi trent’anni) e uno negativo (l’aumento dovuto a singoli tumori: come quelli del polmone e del pancreas). 

 

DATI UTILI A PROTEGGERE LA SALUTE PUBBLICA

La notizia giunge da uno studio pubblicato sulla rivista Annals of Oncology da un gruppo di ricercatori dell’Università Statale di Milano, guidati dall’epidemiologo Carlo La Vecchia. Ogni anno, ormai dal 2010, il suo team si occupa di stimare i decessi attesi per tumore: nel loro complesso e presi singolarmente (stomaco, intestino, pancreas, polmone, prostata, mammella, utero (compresa cervice) e leucemie, con un’ulteriore ripartizione tra uomini e donne. L’indagine, che guarda al Vecchio Continente nel suo complesso e ai suoi sei Stati più grandi (Francia, Germania, Italia, Spagna, Polonia e Regno Unito), ha come obiettivo quello di individuare il trend e determinare le scelte in termini di tutela della pubblica salute. Rispetto a diverse neoplasie, infatti, è possibile aumentare l’influenza della prevenzione, riducendo l’esposizione a fattori di rischio ormai acclarati: come il fumo, l’alcol, il papillomavirus, l’obesità e l’amianto. Dal dossier relativo al 2017, ottenuto incrociando i decessi per cancro riportati nei registri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità con i dati relativi alla densità di popolazione riportati negli archivi di Eurostat, è emerso che rispetto al 2012 i tassi di mortalità per tumore negli uomini si ridurranno di poco più dell’otto per cento (132 per centomila abitanti), mentre nelle donne il calo sarà di circa del quattro per cento (84,5 per centomila).
 

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L’EMERGENZA-DONNE

Un dato, quello epidemiologico, a cui è già stata trovata una possibile spiegazione: l’aumento del vizio del fumo tra le donne, determinante nell’incremento dell’incidenza di malattia quali i tumori del polmone e del pancreas nel gentil sesso. Un problema contro cui «occorre fare di più», spiega La Vecchia, snocciolando i dati che prevedono un incremento dei tassi di mortalità tra le signore: +3,5 per cento per il pancreas, +5 per cento per il polmone. Al contrario, per le stesse malattie, i dati relativi agli uomini sono in lieve ma costante discesa. Quanto al pancreas, secondo La Vecchia, un ruolo non trascurabile è da ascrivere anche «all'aumento della prevalenza di sovrappeso, obesità e diabete». A differenza di quanto detto finora, continueranno a diminuire i decessi per tumore al seno, al collo dell’utero e al colon-retto (in entrambi i sessi). 

 

QUATTRO MILIONI DI MORTI IN MENO IN 30 ANNI: ECCO COME

Sono più di quattro milioni i decessi per tumore evitati a partire dal 1988. Decisivi, in tal senso, sono stati i progressi nella prevenzione, nella diagnosi e nel trattamento dei tumori. «Soltanto considerando il 2017, abbiamo previsto che le morti che saranno evitate tra gli uomini saranno 253.915 e tra le donne 107.780 - chiosa La Vecchia -. Oltre a contenere l'uso del tabacco, ridurre quello dell’alcol ed evitare il sovrappeso, occorre ottimizzare lo screening dei tumori del colon-retto, lo screening e la terapia del tumore della mammella e la terapia delle leucemie e degli altri tumori curabili. Ciò deve avvenire in tutta Europa: c’è ancora troppa variabilità nei tassi di mortalità tra i Paesi dell’Europa orientale e quelli occidentali».

@fabioditodaro

 

 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali.


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