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Fumo

Il fumo riduce i batteri «buoni» della bocca

pubblicato il 04-05-2016
aggiornato il 28-02-2017

L’uso di tabacco altera il microbioma orale, l'insieme dei microrganismi che popolano il cavo orale. ma smettendo di fumare, si può tornare alla normalità (dopo dieci anni)

Il fumo riduce i batteri «buoni» della bocca

La prima notizia, non nuova ma ignota ai più, è che in bocca ospitiamo qualcosa come seicento specie di batteri. La reale notizia fresca di laboratorio è che fumare cambia drasticamente il microbioma orale, danneggiando i batteri con funzioni protettive e aumentando invece quelli dannosi. Con quali conseguenze? Per ora mancano dimostrazioni del rapporto causa-effetto ma gli esperti sospettano che sia uno dei meccanismi con cui il fumo contribuisce all'insorgenza di tre quarti dei tumori orali. I ricercatori dell’Università di New York, il cui studio è apparso sul giornale dell’Isme (International Society for Microbial Ecology), avvertono che la loro indagine è la più estesa sul tema basata su precisi test genetici. Sotto esame sono stati posti 1.204 volontari, uomini e donne, che già facevano parte da tempo di un programma nazionale di controllo della salute sui rischi del cancro, tutti di età dai 50 anni in su. Nel gruppo c’erano 112 fumatori, 571 ex fumatori (tra questi il 17 per cento aveva abbandonato il fumo negli ultimi 10 anni) e 521 che non avevano mai fumato.

 

DIVERSO MICROBIOMA PER I FUMATORI

Con prove genetiche e analisi statistiche gli scienziati di New York, guidati dall’epidemiologo Jiyoung Ahn, hanno constatato che il microbioma della bocca risultava nettamente diverso tra i fumatori da una parte e dall’altra sia i non fumatori sia gli ex del tabacco. E tra questi ultimi si è verificato che - dopo un’astensione di almeno 10 anni - la flora batterica orale recuperava intatto il suo aspetto primitivo. Come se la persona non avesse mai acceso una sigaretta in vita sua. Ma per tornare ai cambiamenti indotti nella bocca dei fumatori, più di 150 specie di batteri sono risultate notevolmente cresciute mentre altre 70 drasticamente ridotte. Un esempio: i fumatori avevano il 10 per cento in più di specie di streptococco, rispetto ai non fumatori, quando si sa che lo streptococco concorre a rovinare i denti. Invece - sempre nella bocca dei fumatori – sono risultati minori specie di proteobacteria, la cui azione concorre all’abbattimento delle sostanze chimiche tossiche introdotte col fumo.

FUMO: I TRUCCHI PER USCIRE DALLA DIPENDENZA 

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DANNI AI DENTI
 
«Il nostro studio è il primo a suggerire che il fumo abbia un profondo impatto sul microbioma orale», ha commentato il dottor Ahn. «Ora, tuttavia, occorrono altre ricerche per provare se questi cambiamenti indeboliscano le difese contro le sostanze cancerogene contenute nel tabacco o se inneschino altre malattie a livello di bocca, polmoni o intestino». Marco Guzzo, direttore del reparto di otorinolaringoiatria all’Istituto Nazionale dei tumori di Milano, plaude a questa ricerca americana sul microbioma orale, importante in quanto estesa ad un ampio campione di popolazione ben controllata. «Già dagli anni ’90», commenta, «si sa che nel fumo c’è la capacità di selezionare batteri dannosi per la salute del parodonto, la struttura che sostiene il dente. Ma per quale via? Sappiamo che il fumo è un fattore determinante per la composizione della microflora sub gengivale. Questo studio conferma che il fumo determina una selezione sfavorevole a favore di specifici cluster di patogeni parodontali riducendo inoltre quella parte di flora che gioca un ruolo fisiologico di difesa. Probabilmente (ma resta da dimostrare) anche attraverso un simile meccanismo il fumo è causa dei tumori maligni del cavo orale».

 

CON LO STOP AL FUMO SI RECUPERA

Smettere di fumare quanto può giovare? «Per fortuna il microbioma orale si può rigenerare, quindi gli effetti dannosi diminuiscono fino a sparire. I ricercatori americani hanno infatti dimostrato che nel giro di 10 anni si torna nella condizione di chi non ha mai fumato. Attenzione, però: molte ricerche suggeriscono che il rischio di sviluppare un tumore maligno di cavo orale orofaringe e laringe tende a diminuire dopo la cessazione del fumo sino ad avvicinarsi a quello dei non fumatori dopo circa 15 anni, ma parliamo solo di sigarette».

ECCO TUTTI I DANNI PROVOCATI DAL FUMO DI SIGARETTA 

 

PIU’ DANNOSO IL TABACCO NERO

Le cose vanno diversamente con i sigari o la pipa? «Molto diversamente», risponde il dottor Guzzo. «Il tabacco nero dei sigari e pipa è più dannoso del tabacco biondo delle sigarette. “Ma noi non aspiriamo il fumo, quindi niente rischi”, dicono. Falso! L’unico tumore che si risparmiano è quello della parte interna della laringe. Ma sono esposti a quelli del cavo orale e della faringe». E se si gettano via i sigari e pipa per sempre, c’è il ritorno alla normalità? «I dati clinici dicono che il periodo necessario supera i 20 anni, per la più alta concentrazione di sostanze cancerogene in esso contenute».

Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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