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Fumo
Donatella Barus

Smettere di fumare migliora la sopravvivenza dei malati di tumore

TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI

pubblicato il 05-01-2022

Per i pazienti con un tumore polmonare smettere di fumare fa la differenza. La smoking cessation dovrebbe essere parte delle terapie

Smettere di fumare migliora la sopravvivenza dei malati di tumore

Ancora una volta evidente: smettere di fumare anche con una diagnosi di cancro può fare la differenza. Dovrebbero esserne consapevoli i malati di tumore e soprattutto dovrebbero esserlo i medici che li seguono, gli oncologi e altri specialisti, ma anche i medici di medicina generale, che ancora oggi troppo spesso considerano l’aiuto per i fumatori una misura di secondaria importanza oppure, drammaticamente, non hanno le risorse per fornire un aiuto efficace.

 

L'INDAGINE

È una ricerca italiana a riaprire l’argomento della cessazione del fumo per i malati di tumore. Gli esperti dell’Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica (ISPRO) di Firenze hanno analizzato le evidenze scientifiche disponibili ad oggi per valutare un aspetto ben preciso: smettere di fumare dopo la diagnosi ha qualche effetto sulla sopravvivenza dei malati con un tumore polmonare? E, se sì, in quale misura?

 

DARE SUPPORTO AI MALATI CHE VOGLIONO SMETTERE

Allo scopo, hanno esaminato 21 studi riguardanti oltre diecimila pazienti. Il risultato è che i pazienti che smettono di fumare dopo la diagnosi hanno un aumento del 29 per cento nella sopravvivenza generale rispetto ai pazienti che continuano ad usare tabacco. «Il nostro studio suggerisce che i medici curanti dovrebbero spiegare ai loro pazienti con un carcinoma dei polmoni i benefici dello smettere di fumare anche dopo la diagnosi, e fornire loro il supporto necessario» ha commentato Saverio Caini, primo autore della revisione.

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L'EFFETTO DEL FUMO SULLE TERAPIE

Almeno un quarto dei malati di tumore fuma ancora al momento della diagnosi. L’addio al fumo li può aiutare in molti modi, tutti ampiamente documentati da evidenze scientifiche. Il fumo di tabacco infatti compromette l’efficacia e la tollerabilità delle terapie con farmaci chemioterapici, con farmaci immunologici e biologici, con radioterapia; compromette la riuscita della chirurgia stessa, poiché aumenta i rischi di complicanze post-intervento. Interferisce con la terapia del dolore e con le terapie di supporto (ad esempio, l’eparina utile a ridurre i rischi trombotici dopo un intervento è meno efficace nei fumatori).

 

SMOKING CESSATION: UNA VERA CURA

Roberto Boffi,Roberto Boffi, pneumologo e responsabile della Pneumologia e del Centro antifumo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, da tempo si occupa dell’argomento. «Il sostegno alla cessazione deve essere considerato una vera terapia, una parte integrante del percorso di cura per il malato», spiega. Il dottor Boffi insieme alla farmacologa Chiara Veronese coordina un progetto che coinvolge 15 centri oncologici in tutta Italia, per formare 400 medici e preparare materiale informativo per i pazienti. Si tratta di una rete di intervento ideata dall’Istituto Nazionale del Tumori di Milano e dall’associazione Salute Donna onlus, e finanziata da Fondazione Umberto Veronesi.

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TERAPIE COMPLESSE

«Un terzo dei malati di cancro è fumatore e oltre al tumore deve affrontare comorbidità importanti e tipiche dei fumatori, come malattie cardiovascolari e infettive» prosegue. «Inoltre, la metà circa dei pazienti con un carcinoma polmonare soffre anche di BPCO, broncopneumopatia cronica ostruttiva, e di queste persone una buona metà continua a fumare anche dopo la diagnosi. Il tutto complicato da uno stato infiammatorio che rende più tossiche le terapie». Vale la pena anche ricordare che oggi nella cura dei tumori del polmone ha fatto irruzione l’immunoterapia. «Queste terapie agiscono sul sistema immunitario che, nel fumatore, è ‘congelato’, poco suscettibile allo stimolo dei farmaci, che rischiano di essere meno efficaci. Sono cure che rappresentano un impegno consistente per il sistema sanitario e che danno ai malati possibilità che prima non avevano».

Insomma, lo sforzo terapeutico per curare i malati di tumore del polmone merita di essere valorizzato pienamente, i malati meritano di avere tutte le chance possibili, e aiutarli a smettere di fumare è un passaggio ormai imprescindibile.

Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il Magazine della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (BUR Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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