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Ginecologia
Donatella Barus

Salute: un italiano su quattro potenziale “analfabeta”

TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI

pubblicato il 03-01-2022

Gli esiti di un'indagine sull'alfabetizzazione sanitaria in Europa. Grandi difficoltà a valutare diverse terapie, decifrare le informazioni dei media e trovare aiuto per i problemi mentali

Salute:  un italiano su quattro potenziale “analfabeta”

Stando ai risultati di una ricerca a campione su 17 paesi europei, il 23 per cento degli italiani potrebbe avere un livello di alfabetizzazione sanitaria inadeguato. Detto altrimenti? Un cittadino su 4 potrebbe avere difficoltà serie a valutare le opzioni di cura, a trovare informazioni su come proteggere la salute fisica e mentale, a interpretare correttamente i consigli di prevenzione.

L'INDAGINE

Le conclusioni arrivano dalla seconda edizione dell'indagine europea sulla popolazione sull'alfabetizzazione sanitaria 2019-2021 (HLS19) dell'OMS Action Network on Measuring Population and Organizational Health Literacy. La ricerca segue a dieci di anni di distanza il primo lavoro su questo tema in Europa, e sarà aggiornata nel 2024.

I RISULTATI

La ricerca ha coinvolto un campione di 3.500 persone in Italia. Fra loro, il 31 per cento ha risposto “molto difficile” o “difficile” ad un questionario di 12 domande elaborate per descrivere le principali aree di azione a tutela della salute. Una percentuale superiore a quella media nei 17 paesi europei considerati (23 per cento). In generale, poi, il 23 per cento degli intervistati italiani è risultato con una alfabetizzazione sanitaria (health literacy) inadeguata, il 35 per cento “problematica”, il 34 per cento “sufficiente” e il 9 per cento “eccellente”. Le rispettive medie del totale dei 17 paesi sono state il 13, 33, 40 e 15 per cento. Pur considerando il campione non enorme e la grande variabilità dei dati fra i vari paesi, spicca il dato più basso, quello relativo all’inadeguata alfabetizzazione, particolarmente alto in Italia.

L’ESPERIENZA DELLA PANDEMIA

L’Italia ha aggiunto un modulo dedicato all’emergenza della pandemia da Covid-19, per valutare quanto sia facile reperire, comprendere, valutare e prendere decisioni in base alle informazioni sulla salute disponibili. L’esito è stato che per il 6 per cento del campione è “molto difficile”, per il 25 per cento “difficile”, per il 52 per cento “facile” e per il 17 per cento “molto facile”.

GLI OSTACOLI PRINCIPALI

I dati dell’indagine sono davvero ricchissimi e meritano, per chi è interessato, di essere letti per intero. Sintetizzando i principali punti emersi a livello europeo, ecco cosa risulta particolarmente ostico in tema di salute: valutare diverse opzioni di trattamento, proteggersi dalle malattie utilizzando informazioni dai mass media, trovare informazioni su come gestire problemi mentali. Tutti argomenti cruciali che rendono preoccupante la mancanza diffusa degli strumenti adatti per maneggiarli.

ASPETTI SPECIFICI

Oltre all’alfabetizzazione sanitaria in generale, sono stati indagati anche aspetti particolari, come la competenza digitale, la comunicazione o la navigazione in rete. Il campione italiano è stato coinvolto in un approfondimento sull’alfabetizzazione in tema di vaccinazioni, da cui sono emerse risposte simili fra i vari paesi: la cosa più difficile è parsa “giudicare quali vaccinazioni servono a te o alla tua famiglia”, poi “trovare informazioni sulle vaccinazioni raccomandate”, “decidere se dovresti fare la vaccinazione antinfluenzale” e “comprendere perché tu e la tua famiglia dovreste ricevere una vaccinazione”.

IL GRADIENTE SOCIALE

In tutti i paesi coinvolti la percezione dichiarata del proprio stato di salute peggiorava con il calare del livello di alfabetizzazione sanitaria. Altri legami evidenti sono emersi con una condizione di disagio economico e un basso status sociale e, in alcuni casi, con il livello di istruzione. In Italia, in particolare, sembra contare anche il genere, con le donne leggermente avvantaggiate rispetto agli uomini, mentre non sembra fare grandi differenze l’età, con un vantaggio dei giovani meno marcato rispetto a quanto accade in altre nazioni.

QUESTIONE CONCRETA

Come saper leggere e scrivere, anche saper interpretare le informazioni sulla salute può cambiare la vita. L’alfabetizzazione sanitaria ci tocca tutti da vicino in maniera molto più concreta di quanto si possa pensare. Ha a che fare con la nostra salute e con l’equità di accesso alle risorse, quindi con il perpetuarsi o l'aggravarsi delle disuguaglianze. Impatta non solo sulle possibilità di beneficiare pienamente delle risorse offerte dai diversi sistemi sanitari e dalla società in cui viviamo, ma compromette la capacità di reagire nelle situazioni di bisogno o di emergenza, coinvolgendo non solo i singoli interessati, ma le loro famiglie e le intere comunità.

SAPERE E SAPER FARE: IL LEGAME CON I COMPORTAMENTI

Più precisamente, l’indagine ha anche valutato la capacità predittiva di comportamenti che hanno a che fare con la salute. Ad esempio, una scarsa alfabetizzazione sanitaria è associata a minore attività fisica e a un minor consumo di frutta e verdura, oltre che a maggiori limitazioni nelle attività dovute a problemi di salute e a più problemi di salute a lungo termine. Emerge un nesso fra alfabetizzazione sanitaria generale e alfabetizzazione vaccinale, a sua volta correlata con la propensione a vaccinarsi.

LE RACCOMANDAZIONI

Basandosi sui risultati dell’indagine, il Consortium di autori ha raccolto varie raccomandazioni per ridurre le disuguaglianze e colmare il divario di competenze e conoscenze. Fra di esse:

  • 1. Concentrare gli sforzi per consentire alle persone di accedere, comprendere, valutare e utilizzare al meglio le informazioni per rafforzare l'assistenza sanitaria, la prevenzione delle malattie e la promozione della salute
  • 2. Implementare una misurazione regolare e periodica dello stato e dei progressi dell'alfabetizzazione sanitaria nella popolazione
  • 3. Implementare in modo sistematico l'alfabetizzazione sanitaria nelle scuole, nella formazione degli adulti, nei media, ecc.
  • 4. Individuare i gruppi a rischio per ridurre le disuguaglianze di alfabetizzazione sanitaria, ad es. per la salute mentale
  • 5. Migliorare la comunicazione e l'interazione in contesti rilevanti per la salute 6. Sviluppare la capacità di alfabetizzazione sanitaria della forza lavoro per migliorare la salute e il benessere
  • 7. Migliorare i sistemi e le organizzazioni sanitarie per renderli più attenti all’alfabetizzazione sanitaria, ad esempio, più facili da navigare
  • 8. Aumentare l'affidabilità dell'informazione e della comunicazione sulle vaccinazioni.
Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il Magazine della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (BUR Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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