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Come si può dichiarare il proprio volere sulla donazione di organi?

pubblicato il 13-04-2017
aggiornato il 26-06-2017

Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti, spiega com'è possibile comunicare l'intenzione di diventare donatore di organi

Come si può dichiarare il proprio volere sulla donazione di organi?

Vorrei entrare nella lista dei possibili donatori di organi, ma non so come si fa: a chi rivolgersi?

Federica G, Gallipoli
 

Risponde Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti

Nel nostro Paese, il principio del silenzio-assenso non ha mai trovato attuazione e, per questo, vige il principio del consenso o dissenso esplicito.  Si può dichiarare la propria volontà sulla donazione di organi e tessuti in tanti modi:

  • alla propria Asl di appartenenza, richiedendo e firmando l’apposito modulo;

  • all’ufficio anagrafe del Comune in occasione del rilascio o rinnovo della carta d’identità;

  • scaricando il tesserino blu del Ministero della Salute, disponibile sul sito del Centro Nazionale Trapianti; in questo caso il tesserino deve essere custodito nel portafoglio;

  • iscrivendosi all’Aido (Associazione Italiana per la Donazione di Organi, tessuti e cellule);

  • riportando la propria volontà su un foglio bianco, firmarla e datarla; anche in questo caso è necessario portare sempre con sé la propria dichiarazione;

  • compilando una delle donor card distribuite dalle associazioni di settore e ricordarsi di metterla nel portafoglio.

Le espressioni di volontà rilasciate all’Asl, al Comune e all’Aido sono registrate nel Sistema Informativo Trapianti (SIT), il database del Ministero della Salute che viene consultato dai medici per verificare se il potenziale donatore aveva reso in vita una dichiarazione di volontà. Secondo la nostra legge, si può cambiare idea sulla donazione in qualsiasi momento perché ai fini della donazione fa fede l’ultima espressione resa in ordine temporale.

La manifestazione della volontà sulla donazione di organi e tessuti non è obbligatoria nel nostro Paese. Tuttavia, attraverso le campagne di comunicazione promosse dal Ministero della Salute e dal Centro Nazionale Trapianti, invitiamo i cittadini a prendere una posizione in merito e a non lasciare questa decisione ai propri cari, in un momento difficile. Infatti, nel caso in cui un cittadino non si sia espresso in vita sulla donazione di organi e tessuti, saranno interpellati dai medici i familiari aventi diritto: coniuge, convivente more uxorio, figli maggiorenni e genitori. È bene discuterne in famiglia, affrontare insieme l’argomento e informare i propri cari della scelta fatta. 

 
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