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L'esperto risponde

Il soffio al cuore è un problema serio?

pubblicato il 09-01-2014
aggiornato il 06-06-2017

Risponde Gianfranco Sinagra, professore di malattie dell'apparato cardiovascolare all'Università degli Studi di Trieste

Il soffio al cuore è un problema serio?

Mi è stato diagnosticato un soffio al cuore: sono giovane e mi chiedevo da che cosa può essere generata questa anomalia che non è presente in famiglia.
Amedeo, Genova

 

Risponde Gianfranco Sinagra, professore di malattie dell'apparato cardiovascolare all'Università degli Studi di Trieste


Il soffio al cuore è un rilievo clinico che il più delle volte viene scoperto nel corso di visite occasionali e fino a quel momento chi ne è portatore non ne è a conoscenza. Dunque in realtà non si tratta di una malattia né di un sintomo, bensì di un rumore udibile dallo specialista auscultando il cuore con il fonendoscopio.


La chirurgia mininvasiva che ripara la valvola mitralica

Normalmente lo scorrimento del sangue all’interno dei vasi sanguigni (arterie e vene) o delle camere cardiache (atri e ventricoli) avviene silenziosamente per il cosiddetto flusso laminare, attraverso condotti con pareti lisce e prive di ostacoli al flusso. Quando diviene turbolento, genera un soffio ma ciò può determinarsi paradossalmente anche per una contrazione iper-normale del cuore come accade in molti giovani con soffi cosiddetti innocenti o funzionali, privi di significato patologico. In condizioni patologiche un flusso turbolento può determinarsi in caso di restringimento o insufficienza delle valvole cardiache o in caso di ostacolo al passaggio di sangue a livello delle camere ventricolari.

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I soffi fisiologici, che si manifestano nella maggior parte dei casi in pazienti giovani o giovanissimi, spesso hanno caratteristiche tipiche all’auscultazione del cuore, non sono necessariamente espressione di una patologia cardiaca ma sono determinati da un aumento della gittata cardiaca negli sportivi, anemia, ipertiroidismo, ansia, gravidanza o febbre. Un soffio di origine valvolare non ha necessariamente una valenza significativa e nella maggioranza dei casi non incide sulla tolleranza allo sforzo o sulla possibilità di svolgere attività sportiva piena. In alcuni casi costituiscono cause di soffio le anomalie congenite della struttura del cuore (cardiopatie congenite) o una valvola cardiaca che si apre male (stenosi) o si chiude incompletamente (insufficienza).


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In un soggetto asintomatico, con normale tolleranza allo sforzo, con uno sviluppo costituzionale normale, con buona perfusione del corpo, normale pressione e frequenza cardiaca, la causa di un soffio sistolico (fase del ciclo cardiaco nella quale il cuore si contrae) è quasi sempre funzionale, benigna, non patologica. Vi sono alcuni possibili campanelli di allarme da non sottovalutare, quali l’eccessivo aumento a riposo della frequenza cardiaca, la mancanza di fiato, l’intolleranza allo sforzo, il dolore toracico e in situazioni più serie anche la temporanea perdita di coscienza e che, in ogni caso, sarebbero meritevoli di una visita cardiologica specialistica.

Un soffio, anche quando riflette una anomalia di struttura e funzione, non richiede necessariamente particolari terapie, essendo sufficiente il monitoraggio con visite periodiche ed in casi selezionati con ecocardiogramma, un esame che utilizza gli ultrasuoni (quindi privo di rischio biologico) e che consente di visualizzare l’immagine del cuore mentre batte, osservare le camere e valvole in movimento e i flussi sanguigni. Anche il riscontro di un difetto cardiaco nel corso dell’esame non implica necessariamente l’esigenza di un intervento correttivo.


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Molte delle anomalie del cuore anche fra quelle patologiche possono essere monitorate con semplici controlli periodici. Fra queste, la più frequente è il prolasso della valvola mitralica, una alterazione in genere minore  della valvola, associata talvolta ad un rigurgito retrogrado di sangue dal ventricolo sinistro all’atrio sinistro. Se tale anomalia è minore e di lieve entità, va semplicemente osservata a distanza per sorvegliare che il disturbo non peggiori e, nel caso sia molto marcato e creasse problemi seri, per valutare l’eventuale necessità di un atto chirurgico sulla valvola. Al giorno d’oggi spesso la valvola mitralica insufficiente viene trattata preservandone il tessuto. Solo raramente si procede alla sostituzione per via chirurgica con impianto di protesi valvolare.

 

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