Sostieni Fondazione Veronesi, dona ora

Insieme per il nostro futuro. Sostieni la ricerca e la cura!

Dona ora
L'esperto risponde

L'ipoacusia infantile può insorgere anche se lo screening è risultato negativo?

pubblicato il 25-07-2017
aggiornato il 31-07-2017

Alcune forme di ipoacusia infantile possono manifestarsi anche dopo il primo anno di età. Come accorgersene e cosa fare

L'ipoacusia infantile può insorgere anche se lo screening è risultato negativo?

Mio figlio ha quasi due anni e manifesta un disturbo nello sviluppo del linguaggio. Secondo il pediatra potrebbe trattarsi di una forma di ipoacusia infantile, ma lo screening effettuato alla nascita aveva esito negativo: c’è comunque questa possibilità?

Elvira F. (Macerata)

Risponde Antonio Della Volpe, direttore dell’unità operativa di chirurgia protesica della sordità infantile dell’ospedale Santobono-Pausilipon di Napoli

La possibilità esiste, soprattutto in presenza di un disturbo del linguaggio: la prima conseguenza di una forma di ipoacusia infantile non congenita. Esistono delle forme progressive del disturbo che si manifestano entro il secondo anno di vita e risultano difficili da diagnosticare, soprattutto in bambini con multi-handicap. Idem dicasi per le ipoacusie monolaterali, altrettanto complicate da individuare per il medico in un bimbo piccolo, che spesso vengono diagnosticate solo durante i primi anni di scuola: quando si comincia a notare il diverso grado di attenzione del piccolo scolaro.

 

 

Non sono pertanto infrequenti le storie come le sue. In molti pensano infatti che la negatività allo screening audiologico neonatale (cioè quando l’esame, che si effettua poco dopo la nascita, non evidenzia problemi, ndr) rappresenti un’assicurazione sulla vita, ma non è così. Di conseguenza, quando si manifesta un disturbo del linguaggio, si pensa quasi sempre ad altro e non a una forma di ipoacusia progressiva. Accade così che un bambino su cinque ipoacustico finisca per essere considerato autistico: finisce dal neurologo e dal neuropsichiatra infantile, iniziando un percorso di cura che nulla ha a che fare con la mancanza d’udito e che soprattutto posticipa il trattamento dell’ipoacusia. È quindi importante porre particolare attenzione a non scambiare i sintomi: spesso la disattenzione o la svogliatezza nascondono un problema di scarso udito. A quel punto non è il caso di procrastinare il controllo da parte dell’otorinolaringoiatra.

In questo caso la riabilitazione può essere fatta con un ausilio acustico, per poi proseguire con continui controlli negli anni futuri. Nel caso in cui per suo figlio fosse confermata la diagnosi di ipoacusia, non rimandi il trattamento. Se si interviene immediatamente, con una protesi tradizionale o con la chirurgia dell’impianto cocleare, il bambino è destinato nel tempo a diventare normoudente. Sarà compito dei logopedisti, invece, sottoporre i bambini ai giusti esercizi per superare i disturbi del linguaggio.

 

Hai anche tu una domanda in tema di salute? Registrati e invia il tuo quesito

 


Articoli correlati


Commenti (0)


In evidenza

Da non perdere

News dalla Fondazione Eventi Iniziative editoriali Il meglio dai Blog Video