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L'esperto risponde

Quale farmaco scegliere per evitare la recidiva del tumore al seno?

pubblicato il 24-10-2017
aggiornato il 18-04-2018

Exemestane o tamoxifene? Paolo Veronesi risponde al dubbio di una lettrice che chiede chiarimenti sulle terapie per evitare le recidive del tumore al seno

Quale farmaco scegliere per evitare la recidiva del tumore al seno?

Pare che l'exemestane non abbia gli effetti collaterali del tamoxifene: e allora perchè si continua a prescrivere quest'ultimo per ridurre il rischio di recidive dopo un tumore al seno?

Grazie,

Nadia V.
(domanda postata sulla pagina Facebook della Fondazione Veronesi)

Risponde Paolo Veronesi, presidente della Fondazione Umberto Veronesi e direttore dell'unità di senologia chirurgica dell'Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano

 

L'exemestane appartiene alla famiglia degli inibitori dell'aromatasi, insieme al letrozolo e all'anastrozolo. Sono farmaci antiestrogeni che basano la loro azione sul blocco dell'enzima aromatasi che, a livello delle ghiandole surrenali, è responsabile della sintesi di estrogeni. Sono attivi quindi soltanto dopo la menopausa, quando le ovaie non secernono più estrogeni. Il tamoxifene, invece, è attivo anche in premenopausa. Questa è la prima differenza.

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Quindi in premenopausa dopo un intervento si hanno diverse opzioni. La prima è utilizzare il tamoxifene da solo. La seconda è l'exemestane abbinato a un farmaco che blocca il ciclo mestruale e induce una menopausa farmacologica. Ultima opzione il tamoxifene abbinato all'analogo LH-RH. In questo terzo caso la durata di somministrazione dell'analogo è variabile, poiché il tamoxifene funziona anche senza. Quando invece il farmaco che blocca il ciclo mestruale è somministrato insieme all'exemestane, la terapia deve essere portata avanti con entrambi i farmaci fino alla sua conclusione.

Parlando di effetti collaterali, questi sono molto diversi tra il tamoxifene e gli inibitori dell'aromatasi. Nelle donne in postmenopausa, il tamoxifene può stimolare la proliferazione dell'endometrio, con un minimo aumento di rischio di tumore dell'utero (motivo per cui si consigliano controlli più frequenti). Gli inibitori dell'aromatasi danno invece spesso importanti sintomi soggettivi, in particolari dolori ossei e articolari, mal tollerati da molte pazienti. La scelta riguardo all'uno o all'altro farmaco dipende da diversi fattori clinici riguardanti il tumore e la paziente, e deve essere il più possibile personalizzata. 


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