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Neuroscienze

Emicrania e ictus cerebrale: c'è una correlazione?

pubblicato il 20-06-2018

Smorzata l'ipotesi che per anni ha portato a considerare l’emicrania, in particolare quella con aura, un fattore di rischio per l'ictus cerebrale. Ma la correlazione potrebbe risultare più accentuata nelle donne in menopausa

Emicrania e ictus cerebrale: c'è una correlazione?

Non è un dietrofront completo, ma una significativa correzione della direzione di marcia. Emicrania e ictus cerebrale: il legame è molto più complesso di quel che sembra e i rischi in realtà non sembrano così diversi da quelli che accompagnano il resto della popolazione, almeno giovanile. È alle pazienti che appartengono a questo target che ha guardato un gruppo di ricercatori dell'ospedale San Carlo Borromeo di Milano, per fare luce sulla possibile correlazione che rappresenta un fardello importante sopratutto sul piano psicologico. Lo studio, presentato nel corso dell'ultimo congresso dell'Associazione Neurologica Italiana Ricerca Cefalee (Anircef), ha smentito che l'emicrania (in particolare quella con aura) possa rappresentare un fattore di rischio per l'ictus cerebrale nelle donne con meno di 45 anni.


Nuovi farmaci in arrivo contro gli attacchi di emicrania


NESSUN ALLARME DALLA RISONANZA MAGNETICA

Gli specialisti hanno arruolato poco più di cento donne (età media 30 anni) in possesso di una diagnosi di emicrania per sottoporle a una risonanza magnetica cerebrale, al fine di indagare l'eventuale presenza di lesioni corticali che potrebbero lasciare presagire un aumentato rischio ischemico. Le immagini, poste a confronto con quelle rilevabili in una donna senza alcun precedente legato all'emicrania, non hanno fatto emergere alcuna differenza. Segno che, almeno nelle pazienti più giovani, con ogni probabilità non si registra alcuna variazione nei processi di coagulazione del sangue, alla base dell'aumentato rischio cerebrovascolare rilevato finora sulle over 50. Detto ciò, la conferma di questa ipotesi si potrà avere dopo aver confrontato (tra donne con e senza emicrania) il numero di eventi cerebrovascolari registrato dopo un certo numero di anni. 

ASSOCIAZIONE PERICOLOSA CON FUMO E ORMONI FEMMINILI

La ricerca ha rassicurato gli specialisti anche a seguito della valutazione di due comportamenti finora indicati sempre come a rischio per le donne con emicrania: ovvero il fumo e la scelta di una contraccezione ormonale. In generale, il rischio calcolato rimane basso, pari a una donna ogni 24mila. Ma la pillola anticoncezionale aumenta la probabilità di avere un ictus se le donne fumano, hanno la pressione alta o una storia di emicrania«Nel corso degli ultimi anni si è evidenziato come fattori esclusivamente femminili, come le oscillazioni degli estrogeni legate alla gravidanza, al parto e alla menopausa aumentano il rischio di ictus lungo l’arco dell’intera vita della donna», dichiara Valeria Caso, neurologa all'ospedale della Misericordia di Perugia e presidente dell’European Stroke Organization. A giovare alle donne che, oltre convivere con l'emicrania, fumano e assumono la pillola anticoncezionale, potrebbe essere la maggiore frequenza con cui si rivolgono a un medico. «Chi è affetto da una malattia cronica come l'emicrania, sopratutto quella con aura, è seguito con più costanza - aggiunge Fabio Frediani, direttore dell'unità operativa complessa di neurologia e stroke unit dell'ospedale San Carlo Borromeo  e presidente dell'Anircef -. In questo modo i normali fattori di rischio per l'ictus ischemico, come l'ipertensione, il diabete, l'ipercolesterolemia e il fumo, sono tenuti maggiormente sotto controllo ed eventualmente trattati».

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FARE PREVENZIONE

LO SCENARIO CAMBIA CON LA MENOPAUSA?

Negli ultimi anni, sono stati diversi i momenti in cui s'è parlato dell'aumentato rischio cardio e cerebrovascolare che accompagna le persone che soffrono di emicrania: all'incirca cinque milioni di italiani, con una prevalenza doppia tra le donne (ma il rischio vale anche per gli uomini). Nel 2016 uno studio presentato nel corso del congresso annuale dell'American Heart Association aveva prospettato questo rischio per le cosiddette «over-anta» - ovvero le donne di età compresa tra 50 e 79 anni - affette da emicrania con aura. Una ipotesi analoga, considerando che le donne assumevano anche la terapia ormonale sostitutiva, è stata ribadita anche da una ricerca presentata durante il convegno da Elio Agostoni, direttore della struttura complessa di neurologia e stroke unit del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano. È la conferma che occorre andare cauti sull'esclusione assoluta di un'associazione, che invece potrebbe oscillare al variare dell'età delle donne.


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OPPORTUNITA' TERAPEUTICHE 

Il primo approccio terapeutico all’emicrania - si presenta come un dolore acuto e pulsante, della durata di ore o giorni, in alcuni casi accompagnato da nausea, vomito, fastidio per la luce e i suoni - è il trattamento sintomatico dell’attacco acuto, ma in presenza di attacchi frequenti e invalidanti si deve ricorrere a una terapia di prevenzione. Il ventaglio di opportunità farmacologiche oggi in uso - farmaci specifici (triptani e derivati dell'ergot) e non (Fansantiemetici e analgesici) - è pronto ad arricchirsi di una nuova opportunità. Tempo massimo un anno ed entreranno in commercio gli anticorpi monoclonali che hanno come bersaglio il peptide correlato al gene della calcitonina (Cgrp), un vasodilatatore che interviene nella trasmissione del dolore e i cui valori risultano amplificati negli emicranici. Confermati i risultati incoraggianti nel trattamento - non in prima linea - delle forme resistenti ad altre terapie.
 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


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