Non è un dietrofront completo, ma una significativa correzione della direzione di marcia. Emicrania e ictus cerebrale: il legame è molto più complesso di quel che sembra e i rischi in realtà non sembrano così diversi da quelli che accompagnano il resto della popolazione, almeno giovanile. È alle pazienti che appartengono a questo target che ha guardato un gruppo di ricercatori dell'ospedale San Carlo Borromeo di Milano, per fare luce sulla possibile correlazione che rappresenta un fardello importante sopratutto sul piano psicologico. Lo studio, presentato nel corso dell'ultimo congresso dell'Associazione Neurologica Italiana Ricerca Cefalee (Anircef), ha smentito che l'emicrania (in particolare quella con aura) possa rappresentare un fattore di rischio per l'ictus cerebrale nelle donne con meno di 45 anni.
NESSUN ALLARME DALLA RISONANZA MAGNETICA
Gli specialisti hanno arruolato poco più di cento donne (età media 30 anni) in possesso di una diagnosi di emicrania per sottoporle a una risonanza magnetica cerebrale, al fine di indagare l'eventuale presenza di lesioni corticali che potrebbero lasciare presagire un aumentato rischio ischemico. Le immagini, poste a confronto con quelle rilevabili in una donna senza alcun precedente legato all'emicrania, non hanno fatto emergere alcuna differenza. Segno che, almeno nelle pazienti più giovani, con ogni probabilità non si registra alcuna variazione nei processi di coagulazione del sangue, alla base dell'aumentato rischio cerebrovascolare rilevato finora sulle over 50. Detto ciò, la conferma di questa ipotesi si potrà avere dopo aver confrontato (tra donne con e senza emicrania) il numero di eventi cerebrovascolari registrato dopo un certo numero di anni.







