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Neuroscienze

Covid-19 meno grave nei pazienti che assumono antidepressivi?

pubblicato il 01-03-2021

Studio francese: meno pazienti intubati (o morti) tra coloro che in ospedale hanno assunto antidepressivi. Possibile un'azione antinfiammatoria

Covid-19 meno grave nei pazienti che assumono antidepressivi?

Gli antidepressivi potrebbero ridurre le probabilità di dover intubare o di decesso dei pazienti ricoverati in ospedale per la Covid-19. Questo è il risultato di un largo studio osservazionale (mirato a rilevare l’associazione di fenomeni, senza indagare sulle cause) pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry. La ricerca è francese ed è stata condotta nei 39 ospedali di Parigi dedicati all’assistenza dei malati della Covid-19, tra il 24 gennaio e l’1 aprile 2020. Lo psichiatra Nicolas Hoertel spiega: «L’uso di antidepressivi è parso significativamente associato a un diminuito rischio di intubazione o di morte, indipendentemente dalle caratteristiche del paziente. Sono dati da prendere con cautela, considerando la natura osservazionale dello studio. Tuttavia sono risultati validi per sostenere l’utilità di condurre studi clinici randomizzati controllati sugli antidepressivi nella cura della Covid-19».

PER QUANTO TEMPO BISOGNA
ASSUMERE GLI ANTIDEPRESSIVI? 

 

DIVERSE CLASSI DI ANTIDEPRESSIVI

Gli scienziati parigini hanno preso in esame i dati medici di 7.230 adulti dai 18 anni in su ricoverati per il coronavirus. Tra questi, 345 avevano ricevuto un antidepressivo entro le prime 48 ore di ricovero: 195 un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (classe Ssri) e 150 un antidepressivo di altre classi. I pazienti in cura con antidepressivi erano tra l’altro più anziani e più malati. Considerati tutti i fattori, i pazienti che prendevano antidepressivi hanno mostrato un rischio di intubazione o morte ridotto del 44 per cento. In particolare gli Ssri hanno ridotto il rischio del 49 per cento mentre le altre classi di antidepressivi del 35 per cento. Antidepressivi come arma preventiva contro Covid-19? Attenzione, rispondono i ricercatori francesi: quanti avevano una storia di terapia antidepressiva, ma non hanno ricevuto questi psicofarmaci durante la degenza, non hanno acuto gli stessi risultati. Evidentemente, riflettono, la riduzione del rischio dipende dall’effetto acuto della medicina.


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Come ridurre gli antidepressivi (senza conseguenze)?

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22-03-2019
LA FLUOXETINA AGISCE DA ANTIVIRALE?

Hoertel ricorda che di diversi antidepressivi si conoscono le proprietà antinfiammatorie, cosa che potrebbe in parte spiegare i risultati raccolti. Altri studi hanno anche mostrato che diversi antidepressivi possono ridurre la capacità dei virus di invadere certe cellule, mentre alcuni - tra cui la fluoxetina - potrebbero anche avere proprietà direttamente antivirali. Commenta Andrea Fagiolini, direttore della clinica psichiatrica e ordinario di psichiatria all’Università di Siena: «In questo studio si rileva una potenziale riduzione della gravità dell’infezione da coronavirus in pazienti che assumano antidepressivi. Il razionale potrebbe derivare dalle proprietà che sono già state descritte per molti antidepressivi relative alla loro capacità di modulare importanti funzioni del sistema immunitario. Per alcuni antidepressivi, inoltre, è stata descritta una diretta attività antimicrobica e antivirale».

 

OCCORRONO CAUTELA E ALTRI STUDI

Avverte tuttavia Fagiolini: «I risultati, per quanto interessanti, vanno comunque interpretati con cautela, visto che la somministrazione di antidepressivi non è stata decisa in modo randomizzato e non è possibile escludere per esempio che, nonostante il controllo statistico sulla presenza di alcuni biomarcatori clinici e biologici in grado di indicare la severità della malattia, alcuni pazienti più gravi non abbiano ricevuto la terapia antidepressiva proprio perché più gravi e a maggiore rischio di prossima intubazione o morte». 


Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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