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Neuroscienze

L'abuso di alcol primo fattore di rischio per Alzheimer e demenza

pubblicato il 01-03-2018
aggiornato il 04-04-2018

Le persone che bevono regolarmente quantità importanti di alcol hanno un rischio triplo di sviluppare una qualsiasi forma di demenza e doppio di ammalarsi di Alzheimer

L'abuso di alcol primo fattore di rischio per Alzheimer e demenza

Il messaggio dei ricercatori è privo di giri di parole: «Il carico di demenza attribuibile all'alcol è molto più grande di quanto si pensasse in precedenza». L'abuso di bevande alcoliche è il principale fattore di rischio per l'insorgenza di malattie neurodegenerative: compreso l'Alzheimer, che tra queste è la più diffusa. A mettere l'evidenza nero su bianco è stato un gruppo di ricercatori in uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet Public Health. «L'uso di alcol esercita un danno cerebrale permanente, tant'è che l'astinenza non contribuisce a ridurre il rischio di sviluppare una forma di demenza», è il messaggio forte lasciato in eredità dalla ricerca, condotta su oltre un milione di adulti con diagnosi di demenza in Francia: tra cui persone a cui erano stati diagnosticati disturbi mentali e comportamentali o malattie croniche attribuibili all'uso di alcol. 


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L'ALCOL E' NEMICO DEL CERVELLO

La ricerca, condotta dall'Inserm francese di Parigi, ha esaminato 31,6 milioni di adulti ospedalizzati tra il 2008 e il 2013. Oltre 1,3 milioni le persone che nel frattempo hanno avuto una diagnosi di demenza: 950.000 di essi con un consumo eccessivo di alcol. Dopo aver escluso altri fattori di rischio, i ricercatori hanno osservato che, dei 57.000 casi di demenza rilevati prima dei 65 anni, quasi sei nuove diagnosi su dieci erano correlate al consumo eccessivo cronico di alcolici, inteso come tre dosi standard al giorno per le donne e quattro per gli uomini (bicchieri di vino, lattine di birra o bicchierini di superalcolico). Evidente pure la divisione di genere: mentre la maggioranza dei pazienti affetti da demenza erano donne, quasi i due terzi di tutti i pazienti affetti da demenza a esordio precoce (65 per cento) erano uomini.

COME SI REALIZZA IL DANNO CEREBRALE?

In che modo l'alcol risulta tossico per il cervello? Innanzitutto l'etanolo e il suo metabolita acetaldeide hanno un effetto neurotossico diretto, che determina danni permanenti strutturali e funzionali al cervello. In secondo luogo, il consumo eccessivo di alcol è associato alla carenza di tiamina, che porta alla sindrome di Wernicke-Korsakoff: una forma insolita di demenza che si manifesta come conseguenza del grave deficit di alcuni micronutrienti. In terzo luogo, il consumo eccessivo di alcol è un fattore di rischio per altre condizioni che possono anche danneggiare il cervello: come l'epilessia e l'encefalopatia epatica in pazienti colpiti (già) dalla cirrosi epatica. Infine  l'assunzione intensa di alcol è associata alla demenza vascolare, a causa delle associazioni di alcolismo pesante con fattori di rischio vascolari come l'ipertensione, l'ictus cerebrale, la fibrillazione atriale e lo scompenso cardiaco


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MEGLIO NON ALZARE IL GOMITO

I risultati dello studio invitano a indagare precocemente il consumo di bevande alcoliche: cosa che in realtà ancora oggi avviene molto di rado, negli studi dei medici di famiglia. «Le conseguenze del disturbo da consumo di alcol vengono registrate ancora con troppo ritardo - conferma Bruce Pollock, responsabile del centro per la dipendenza e la salute mentale dell'Istituto della famiglia Campbell di Toronto, tra gli autori della pubblicazione -. Lo screening e il trattamento dei disturbi legati all'uso di alcolici dovrebbero iniziare molto prima nell'assistenza primaria». Lo studio non ha valutato gli effetti sulla demenza dei bevitori moderati, su cui continuano (sopratutto da piccoli studi condotti su modelli animali) a emergere talvolta evidenze contrastanti. Ma secondo il ricercatore Michael Schwarzinger, uno degli autori dello studio, «non ci sono più dubbi circa gli effetti tossici dell'alcol: a livello renale, epatico, cardiaco e cerebrale». A ciò occorre aggiungere il rischio oncologico: meglio non bere se si vogliono evitare i tumori, è il messaggio contenuto nel Codice Europeo contro il Cancro. Fino a 21 anni non esistono consumi sicuri, proprio perché il sistema nervoso centrale è in continua maturazione. Per gli adulti i limiti giornalieri massimi consentiti corrispondono a 10-12 grammi (1 bicchiere) per le donne e 20-24 (2 bicchieri) per gli uomini.

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Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


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