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Fumo

Alcol e tabacco: ecco perché spesso chi beve fuma anche

pubblicato il 04-12-2015
aggiornato il 13-11-2017

L’85 per cento degli alcolisti è anche fumatore. La ragione nei loro opposti effetti fisiologici. Nei ragazzi l gusto per una (fraintesa) doppia trasgressione

Alcol e tabacco: ecco perché spesso chi beve fuma anche

Bacco e Tabacco vanno spesso insieme, anche a prescindere da Venere. E’ un’accoppiata di lunga fama. E un po’ di tempo fa gli scienziati si sono messi a misurarla: è risultato che l’85 per cento degli alcolisti sono anche dipendenti dalla nicotina. Percentuale altissima. Ma su che cosa si basa? Qual è il legame? Ora sembrerebbe che all’Università del Missouri-Colombia abbiano trovato la risposta: l’alcol dà sonnolenza, spinge a dormire, da qui il ricorso alla sigaretta che invece dà la sveglia. Come riportato sul Journal of Neurochemistry, tra le due “droghe” c’è una reazione che le potenzia reciprocamente.

PIU’ PIACERE

Il dottor Mahesh Thakkar, a capo del team di ricerca, aveva già mostrato in uno studio precedente (pubblicato su Neuron) che l’uso congiunto di alcol e nicotina aumentava gli effetti collaterali piacevoli in quanto attivano una zona del cervello nota come “centro della ricompensa”. Emanuele Scafato, direttore dell'Osservatorio nazionale alcol dell'Istituto superiore di Sanità, sottolinea un’altra complementarietà tra le due sostanze: «L’alcol è un vasodilatatore e dà abbassamento della pressione, almeno fino a un certo livello di consumo. Il fumo, invece, è un vasocostrittore, fa crescere la pressione e il battito cardiaco». Continua Scafato: «Quando si guida, bastano quantità non alte di alcol per abbassare la percezione del pericolo. La sigaretta dà l’impressione di far reagire a questo appannamento. Comunque il vero motivo per cui le due droghe viaggiano insieme è che sono legate alla voglia di sperimentazione, danno un senso di iniziazione alla vita adulta, sono ambedue legali, quindi facili da reperire.

 

RITO DI GRUPPO

«Alla fase di sperimentazione», dice ancora Scafato, «segue poi la voglia di trasgressione, di provocare, una doppia trasgressione, fumo più alcol, e questo fenomeno è diffuso e tipico delle ragazzine. Nel gruppo, bere alcolici ha un effetto disinibente, ti toglie timidezza, rende euforici; con la sigaretta spesso c’è il rito di farla girare da uno all’altro e anche qui si ha l’effetto socializzante». Roberto Boffi, che all’Istituto nazionale dei tumori di Milano dirige il centro antifumo, concorda con l’analisi del “fascino socializzante” che lega sigarette e bottiglia e che è particolarmente avvertito dalle ragazzine. «La doppia trasgressione attira, ma accade anche che una droga tira l’altra e alcuni vanno oltre il fumo e il vino o liquori. Si ha un effetto domino».

 

C’E’ CHI E’ PIU’ DIPENDENTE

Nel tentativo di curare una dipendenza, occorre stare attenti a non far scivolare di più sull’altra dipendenza: «In certo qual modo le due “droghe” andrebbero affrontate insieme, anche per gradi, ma con quest’attenzione a non potenziare il fumo quando si combatte l’alcolismo o viceversa. Quanto alla terapia disintossicante, si nota una differenza: gli alcolisti sono disposti a curarsi in gruppo, vogliono aiutare gli altri, mentre i fumatori sono restii al gruppo, sono più individualisti». Finisce con questa sottolineatura il dottor Roberto Boffi: «Bisogna ricordare che vi sono persone che più di altre sono portate alle dipendenze, hanno un lascito ereditario, familiare. Diversi possono dunque essere gli esiti dei tentativi di cura e diverse le attenzioni richieste». L’ultima parola all’Organizzazione mondiale della Sanità: più di sette milioni di persone ogni anno muoiono per l’uso combinato di alcol e nicotina.

Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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