Sul fronte delle terapie, non ci sono novità da segnalare. Motivo per cui, per prevenire la malattia di Alzheimer, di cui il 21 settembre si celebra la giornata mondiale, non rimane che aggrapparsi alla prevenzione, sperando che basti. Più che la dieta, che sembra poter avere comunque un ruolo protettivo, è il mantenersi attivi a proteggerci in maniera più significativa dal rischio di sviluppare la più comune forma di demenza senile. Attività intellettiva, ma soprattutto fisica, come conferma uno studio pubblicato sulle colonne di Science. La ricerca ha evidenziato (su modello animale) come l'esercizio fisico promuova la sintesi di nuovi neuroni a livello dell'ippocampo, una delle prime regioni del cervello a mostrare i segni della malattia.
L’Alzheimer si previene (anche) con l’attività fisica

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