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Oncologia

48 ore di digiuno prima della chemio aumentano l'efficacia della terapia?

pubblicato il 05-03-2012
aggiornato il 18-01-2017

Per ora uno studio italiano su cavie animali sembra dimostrare la validità di questo metodo, ma sono necessarie ulteriori conferme di sperimentazioni sull’uomo

48 ore di digiuno prima della chemio aumentano l'efficacia della terapia?

Che l’alimentazione influenzi la salute e l’andamento delle malattie è noto. Nei meccanismi della longevità, la restrizione delle calorie (concretamente potremmo definirla abitudine a mangiare poco) ha un ruolo rilevante: le persone più longeve hanno un rapporto sano con il cibo, non eccedono e di solito sono magre. Ulteriore dimostrazione del rapporto stretto tra alimentazione e malattia (quindi alimentazione e salute) arriva da uno studio scientifico che ha messo insieme ricercatori italiani e americani.

A DIGIUNO PRIMA DELLA CHEMIOTERAPIA? - La novità messa in rilievo da Valter Longo, ricercatore presso la University of Southern California di Los Angeles, è che il digiuno potrebbe aumentare l’efficacia della chemioterapia nella persone affette da tumore. La ricerca, cui ha collaborato il laboratorio di oncologia dell'Istituto Gaslini di Genova (diretto da Vito Pistoia), dice che la restrizione calorica prodotta da 48 ore di digiuno prima della somministrazione della chemioterapia aiuterebbe le cellule sane a proteggersi dagli effetti dei farmaci. Le cellule tumorali invece non risulterebbero protette e sarebbero colpite in pieno dai farmaci. La dimostrazione dei ricercatori riguarda un modello animale di neuroblastoma, tumore pediatrico tra i più aggressivi.

MA SERVONO ULTERIORI RISCONTRI SULL'UOMO - La scoperta, se confermata da studi ulteriori (su persone e non solo su cavie animali), va a incidere su una delle caratteristiche più subdole dei tumori. Le cellule tumorali infatti hanno molti elementi in comune con le cellule normali, e questo rende le cure pesanti per l’organismo perché devono andare a colpire anche cellule sane. In più, la difficoltà di riconoscimento cellule malate-cellule sane potrebbe avere un significato nella resistenza dei tumori ad alcune terapie. Come conseguenza, prevedere un breve digiuno prima della chemioterapia potrebbe migliorare gli effetti del trattamento e alleggerire i disturbi collaterali. “Lo studio è molto interessante - afferma Franco Nolè, direttore dell’Unità di Cure Mediche dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano (IEO) - sono necessarie ulteriori conferme anche nei modelli umani e con differenti tipi di tumore. In ogni caso, si tratta di osservazioni che suscitano riflessione nell’interesse della qualità della vita e dei benefici terapeutici per i pazienti affetti da tumore”.

Maria Giovanna Gatti


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