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Oncologia
Daniele Banfi

Covid-19 e lotta ai tumori: nel 2020 calano interventi e terapie

pubblicato il 04-06-2021

Meno 18 per cento di interventi chirurgici e meno 13 per cento di terapie avviate. E' l'effetto Covid-19. I dati presentati dagli oncologi AIOM in occasione dell'apertura del congresso ASCO

Covid-19 e lotta ai tumori: nel 2020 calano interventi e terapie

Tornare gradualmente alla normalità per non perdere terreno nella lotta al cancro. E' questo, in estrema sintesi, il messaggio lanciato dall'Associazione Italiana di Oncologia Medica in apertura del congresso dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO), il principale appuntamento mondiale dedicato alla lotta al cancro. I dati non lasciano spazio ad interpretazioni: la pandemia ha causato una riduzione del 18% degli interventi chirurgici rispetto al 2019 e del 13% nelle terapie erogate

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21-05-2021
MENO SCREENING SIGNIFICA DIAGNOSI TARDIVE

Che la pandemia abbia modificato profondamente anche l'erogazione delle cure oncologiche non lo scopriamo di certo oggi. Una recente indagine dell'Osservatorio Nazionale Screening ha certificato che nel 2020 sono stati 4 milioni gli inviti in meno relativi agli screening oncologici e 2,5 milioni i mancati esami effettuati. Test venuti meno che si sono tradotti in un ritardo di 5 mesi nell'effettuazione degli screening. Numeri importanti che significano diagnosi sempre più tardive. "Nella pratica clinica di tutti i giorni -spiega Saverio Cinieri, presidente eletto AIOM e oncologo presso l'Ospedale Perrino di Brindisi- stiamo già assistendo a diagnosi in cui i tumori sono negli stadi più avanzati, segno che per diversi mesi non è stato possibile arrivare ad una diagnosi in tempi rapidi". 


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Tradotto in numeri assoluti ciò significa che su tutto il 2020 le lesioni cancerose "prese in ritardo" potrebbero essere pari a oltre 3.300 per i carcinomi mammari, 2.700 lesioni cervicali CIN2+, quasi 1.300 carcinomi colorettali e oltre 7.400 adenomi avanzati in meno rispetto al 2019. "Per questa ragione -sottolinea Cinieri- è necessario un impegno straordinario, ad esempio, attivando anche nei fine settimana gli operatori sanitari per svolgere le mammografie per la diagnosi precoce del carcinoma mammario. Per quanto riguarda invece la ricerca del sangue occulto nelle feci per l’individuazione del tumore del colon-retto si può prevedere il coinvolgimento dei farmacisti".

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MENO DIAGNOSI, MENO TRATTAMENTI AVVIATI

Numeri importanti, quelli delle mancate diagnosi -che arriveranno quindi in uno stadio più avanzato di malattia-, che si sono tradotte in un deciso calo degli interventi chirurgici (-18%) e dei trattamenti farmacologici avviati (-13%). "Ora che la maggioranza dei pazienti oncologici è stata vaccinata contro il Covid e messa così in sicurezza è tempo di tornare a investire e a promuovere la lotta contro il cancro" spiega Giordano Beretta, presidente AIOM e oncologo presso l'Humanitas Gavazzeni di Bergamo. Che aggiunge: "La priorità deve essere la ripresa su tutto il territorio nazionale degli esami e dei trattamenti. Stiamo ancora riscontrando casi di pazienti che non si presentano nelle nostre strutture per ricevere prestazioni sanitarie. Dobbiamo quindi ribadire con forza che adesso gli ospedali italiani sono assolutamente luoghi sicuri e che il personale sanitario è stato vaccinato. Il rischio di contrarre il coronavirus è molto ridotto, praticamente vicino allo zero. Al contrario le patologie oncologiche sono sempre molto pericolose e prima dell’inizio della pandemia causavano ogni anno oltre 180mila decessi. Un dato che potrebbe aumentare anche per colpa del Covid-19 e delle sue conseguenze nefaste sull’intero sistema sanitario nazionale".

 

 

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Daniele Banfi
Daniele Banfi

Giornalista professionista è redattore del sito della Fondazione Umberto Veronesi dal 2011. Laureato in Biologia presso l'Università Bicocca di Milano - con specializzazione in Genetica conseguita presso l'Università Diderot di Parigi - ha un master in Comunicazione della Scienza. Collabora con diverse testate nazionali.


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